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Libertà tra i flutti

La bellezza di pagaiare tra le acque di un fiume, l’adrenalina di un rafting tra le rapide. La canoista Valeria Lazzarini ci racconta i suoi percorsi testati per Vacanzattiva! e le sensazioni che “vivere” l’acqua le regala ogni giorno

Marcello Maccaferri

Libertà tra i flutti
A PELO D'ACQUA

Scivolare tra i flutti, con in mano una pagaia, immersi nella natura più sorprendente. In simbiosi totale con l’acqua.

La passione per uno sport che “ti fa sentire veramente libero” e la voglia di conoscere e affrontare l’imprevedibilità dei fiumi è ciò che ha portato Valeria Lazzarini ad amare la canoa.

Istruttore FICK (Federazione Italiana Canoa e Kayak) di II livello, con alle spalle diverse esperienze sui fiumi italiani e alcune spedizioni kayak anche in Europa, Asia e Sudamerica, Valeria racconta per Vacanzattiva! le specificità di alcuni percorsi di canoa e rafting da lei testati in questi anni e le sue sensazioni a stretto contatto con la natura.

Dall’adrenalinico Noce, al placido Ticino, passando per il Sesia o l’Aveto. Fiumi diversi, emozioni diverse. Ma lo stesso amore incondizionato verso l’acqua e la sua essenza.

 

1) Per Vacanzattiva! hai raccontato le pagaiate su diversi fiumi italiani (Sesia, Noce, Lima, Ticino, Aveto): corsi d’acqua differenti che regalano sempre le stesse emozioni ?

No, anzi, ogni pagaiata mi regala ogni volta un’emozione diversa! La curiosità di scoprire un fiume nuovo, indipendentemente dal suo grado di difficoltà, è sempre unica, perché non si sa mai cosa aspettarsi. Si può scendere un fiume già conosciuto con compagni di discesa diversi, oppure provare la soddisfazione di guidare dei neofiti e trasmettere loro emozioni nuove.

Anche la sensazione che si prova scendendo un fiume più adrenalinico non è mai la stessa: non ha importanza se una rapida l’ho già affrontata diverse volte, il fiume scorre e non è mai uguale a se stesso e il cuore batte forte come se fosse sempre la prima volta.

2) Quali tra questi percorsi consiglieresti ad un debuttante e perché?

Per iniziare consiglierei sicuramente un po’ di pratica in acqua piatta, quindi la discesa sul Ticino è la scelta ideale. Perché la sicurezza va sempre messa al primo posto. Dopotutto in fiume non è permesso improvvisare: bisogna innanzitutto apprendere una buona tecnica in ambiente tranquillo, prendersi tutto il tempo necessario per memorizzare i movimenti e acquisire acquaticità, prima di affrontare i percorsi più impegnativi.

E ad un canoista esperto che vuole un po’ di adrenalina ?

Il Noce: tecnico e potente con buoni livelli d’acqua, non dà un attimo di tregua durante la discesa!

A PELO D'ACQUA
LIBERI... E PRIVILEGIATI

Quali sensazioni si provano scendendo tra i flutti di un fiume?

La sensazione più forte è un grande senso di libertà e la percezione di essere tutt’uno con la natura. Il fiume ti costringe a stare sempre li con la testa e questa concentrazione aiuta a liberare la mente da ogni altro pensiero.

Quando si entra un una rapida l’adrenalina sale e dà un carica incredibile. Quando poi ci si rilassa e si scopre di essere in mezzo a un canyon bellissimo, o immersi nel verde di una gola boschiva, si ha la sensazione di essere dei privilegiati perché possiamo accedere a posti che la maggior parte delle persone non può vedere.

Cosa rappresenta l’acqua per te ?

Sono totalmente dipendente dall’acqua! La canoa è al centro della mia vita da qualche anno, anzi posso dire che mi ha cambiato la vita. Non è stato facile acquisire confidenza con l’acqua mossa, ma con tenacia e perseveranza ho raggiunto risultati che non avrei mai immaginato.
La canoa mi ha fatto capire come sia importante concentrarsi sugli obiettivi e mi ha insegnato ad avere fiducia negli altri. Mi ha fatto conoscere tanti nuovi amici e mi ha dato l’opportunità di esplorare luoghi sconosciuti.

Insomma, un amore viscerale

Si,  posso dire che non ho mai amato uno sport come amo la canoa: l’acqua mi fa sempre sentire viva e rappresenta senza dubbio il modo migliore per combattere lo stress.

Italia, paradiso per i canoisti ?

Ahimè, non è proprio così. Abbiamo dei veri e propri paradisi - tra questi includerei sicuramente la Valsesia e la Val di Sole - ma in Italia manca la sensibilità alla valorizzazione dei territori fluviali e soprattutto una strategia di gestione integrata dello sfruttamento dei fiumi (intendo soprattutto le centrali idroelettriche) e le attività economico-ricreative (kayak e rafting) da svolgere nei fiumi stessi.
La Francia è molto avanti a noi da questo punto di vista: nel suo territorio sono stati creati numerosi campi slalom e canali artificiali, dove anche noi italiani andiamo ad allenarci, non avendo nulla di simile in casa.

Raccontaci il tuo sogno nel cassetto

Andare in canoa sul mitico Zambesi... Si, un giorno lo farò! Mi sto già organizzando, i coccodrilli non mi fanno paura!

 

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LIBERI... E PRIVILEGIATI
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