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Ciech: "Il volo è un viaggio interiore"

Il deltaplano, il senso di libertà, le sfide dell'aria raccontate dal Campione del Mondo Christian Ciech, trentino di Folgaria, che da quando ha 16 anni non si è più tolto le ali di dosso

Ciech: "Il volo è un viaggio interiore"
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Abbiamo un Campione del Mondo in casa, ma pochi lo sanno. Christian Ciech, classe ’71, è il deltaplanista che a marzo ha battuto tutti nella competizione mondiale tenutasi in Messico, a Valle de Bravo.

Originario di Folgaria, in Trentino, ama le Dolomiti e si occupa proprio di costruzione di velivoli.

 

Ciech, come è nata la passione per il volo?

Colpa di mio padre direi. Iniziò a volare nel 1975  e da bambino passavo i fine settimana in giro con lui. All’epoca era un sport davvero poco diffuso. Poi, da quando ho 16 anni, non ho mai smesso di volare.

Ed ora è Campione del Mondo.

È dal 1995 che partecipo a questa competizione. Quest’anno sono riuscito a vincere e devo ammettere che ho provato un senso di completezza. Era qualcosa che mi mancava. Sia chiaro, in questo settore, non si diventa famosi… ho festeggiato con pacche sulle spalle di amici e parenti !

Come si struttura una gara di deltaplano?

Esistono due tipi di sfide: quelle acrobatiche e quelle di cross country. Io gareggio nella seconda specialità, che consiste nel percorrere una distanza nel minor tempo possibile. Il Mondiale in Messico consisteva in 12 giornate di gare. L’Italia ha vinto anche la competizione a squadre ed è stato un risultato storico: mai nessuna Nazionale ha mai vinto tanto. È il quinto titolo iridato consecutivo.

Come si spiegano questi successi?

In Italia ci sono scuole di volo invidiate da tutto il Mondo. Molto conosciuta è quella di Salò, diretta dal maestro Ignazio Bernardi, oppure la scuola di Monte Cucco, in Umbria. Inoltre abbiamo paesaggi bellissimi dove volare, dall’arco dolomitico alla catena appenninica.

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C’è chi la vive come un’esperienza estrema. Quanto è realmente rischioso?

Certo, è uno sport che presenta rischi ma è più sicuro dell’andare in moto in strada. Una cosa è certa: quando si è in volo bisogna contare solo sulle proprie capacità. Per questo è necessaria una buona preparazione. Bisogna rivolgersi ad una scuola specializzata e riconosciuta. L’unico consiglio che posso dare è quello di non avere fretta di volare. È uno sport fatto di attese e pazienza.

Come viene ripagata questa pazienza?

Si provano emozioni di libertà che non si possono percepire in altre discipline. In volo si osservano i paesaggi da prospettive diverse e ci si immerge in sé stessi. Insomma un viaggio interiore.

Prossimi obiettivi?

Per quest’anno mi impegnerò nei Campionati Italiani (titolo vinto già 7 volte, ndr). Tra due anni si svolgeranno i Mondiali in Brasile mentre nel 2016 ci sono gli Europei in Macedonia, questo è un titolo che mi manca…

Sempre in volo. I piedi per terra li mette mai? Dove va in vacanza?

Io amo la montagna e consiglio a tutti di immergersi nelle nostre Dolomiti, senza ombra di dubbio la mia passione. Mi piace anche il mare, anche se in dosi minori, soprattutto alcune spiagge della Sardegna e della Liguria.

Lei ha due figli. Seguiranno le orme del nonno e del padre?

Questo non lo so ancora. Non li obbligo certo a volare ma se vorranno farlo sarò contento.

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