• Sport e adrenalina

Durogati: “Tutti possono volare”

Campione del mondo di parapendio, Aaron Durogati, ci racconta la sua passione per gli sport "estremi", l'adrenalina di volare sulle Alpi e le nuove sfide che lo attendono

Durogati: “Tutti possono volare”
L'ADRENALINA DEL PARAPENDIO

Maestro di sci, runner professionista e Campione del Mondo di parapendio. Aaron Durogati, altoatesino di Merano, ha solo 29 anni ma è già riconosciuto come uno degli atleti “estremi” più quotati nel panorama internazionale.

Nel 2013 ha partecipato ad una delle competizioni più estreme, la “Red Bull X-Alps”: oltre mille chilometri da percorre in parapendio e a piedi, sulle Alpi, da Salisburgo a Montecarlo.

A luglio parte la nuova edizione e Durogati sarà l’unico italiano in gara: “Vado per vincere

 

Aaron, il parapendio è uno sport apparentemente inusuale: come ha iniziato?

Per me è stata una scelta naturale. Mio padre era pilota e da bambino lo accompagnavo spesso nelle sue uscite. Ammiravo i decolli e gli atterraggi. Poi a sei anni ho fatto il mio primo volo in tandem. Mi innamorai del volo. Dieci anni più tardi, appena possibile, presi il brevetto.

Volare in Italia è facile o difficile? Qual è la situazione degli impianti e delle scuole?

In nostro Paese è famoso in tutto il mondo e si presta molto al parapendio. Al Nord è più facile perché ci sono più impianti di risalita sciistica e maggiori funivie con le quali è possibile raggiungere zone di lancio. In Val di Fassa, per esempio, da settembre si popola di piloti da tutta Europa, ma anche la Val Gardena e i monti attorno a Bassano del Grappa.

Al Sud, quindi, ali tarpate per gli appassionati?

No. Assolutamente. Ci sono solo diversità “naturali”. Questo non impedisce ai piloti di trovare ottime scuole. Si sono disputate Coppe del Mondo anche a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, ed altre importanti competizioni a Norma, vicino a Latina.

Ecco, restiamo sulle competizioni. A luglio parte la “Red Bull X-Alps”, sarà l’unico italiano in gara. Obiettivi?

Parto per vincere. La X-Alps è una delle gare più dure del mondo, da percorrere interamente volando e correndo. Si attraversano le Alpi austriache, svizzere, italiane, francesi. Tutto a ritmi molti elevati. Ho già partecipato all’edizione 2013, piazzandomi settimo (su 32, ndr). L’allenamento per questo tipo di competizione dura due o tre anni.

L'ADRENALINA DEL PARAPENDIO
ITALIA PARADISO DEL VOLO

Dove si allena?

Corro tutti i giorni per i sentieri attorno a Merano. Ogni tanto vado in ricognizione all’estero per studiare percorsi e punti di lancio.

Sono più i sacrifici o le soddisfazioni?

Vivo ogni giorno realizzando il mio sogno di volare. Non c’è sacrificio. Per questo mi ritengo un ragazzo molto fortunato.

E ai ragazzi che vogliono avvicinarsi al parapendio che consigli darebbe?

Prima di tutto è una disciplina che consiglio a tutti. Perché ogni persona può volare, non è nulla di impossibile. Il primo passo è quello di fare un volo tandem con un professionista, in Italia è pieno di scuole e posti dove provare questa esperienza. Se piace, allora si comincia l’allenamento per conseguire il brevetto. Il volo è sicuro, non è uno sport estremo se lo si fa in modo professionale.

Parliamo di vacanze. Cosa le piace fare?

Vacanze? La mia vita è una vacanza. Ovunque vada mi porto dietro l’attrezzatura per correre, sciare o volare. Vivo della mia passione.

ITALIA PARADISO DEL VOLO
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