• Sport e adrenalina

Le nuove tendenze dell'outdoor #1

Scopriamo i nuovi sport all'aria aperta più in voga tra i giovani d'oggi. Attività ed esperienze spesso al limite, per sfidare le proprie paure e mettersi alla prova senza esagerare

Fabrizio Lodi

Le nuove tendenze dell'outdoor #1
CONOSCERE SE STESSI

Sul timpano del Tempio di Apollo in Grecia era scolpita la frase “Conosci te stesso” e questa sembra appunto essere la direzione presa dagli sport outdoor. Ovvero vivere esperienze che ci mettano a contatto con quella parte di noi che ancora non abbiamo esplorato.

Prendono infatti sempre più piede una serie di attività, forse non per tutti ma comunque per molti, che mettono alla prova senza comunque richiedere di essere o diventare novelli Rambo.

Ecco allora una carrellata di alcune di queste nuove tendenze all’insegna della vacanza attiva all’aperto.

Per esempio il Survival: un termine che evoca avventure estreme vissute nella giungla da parte di pochi sopravvissuti ad un atterraggio di fortuna… In realtà è uno dei modi per riavvicinarsi alla natura privandosi di molte comodità quotidiane, mettendosi alla prova e riscoprendo antiche tecniche di sopravvivenza. Insomma come ce la caveremmo se improvvisamente tutto questo ci venisse a mancare?

Ecco allora il proliferare di corsi di sopravvivenza o Survival. Chi l’ha provata assicura che dopo un’esperienza così si vede il mondo con occhi diversi.

Volete mettervi alla prova lungo gole, forre, fossi, orridi? C’è il Canyoning, vale a dire la discesa di torrenti che scorrono nei canali rocciosi, senza l’ausilio di natanti come canoe, kayak o gommoni. Si scende quindi a piedi. Unica concessione sono le corde, utilizzate per calarsi nei tratti verticali dei canali, oppure per attraversare punti particolarmente esposti, dove il rischio di cadere sarebbe altrimenti troppo alto.

Questi canali, che spesso sono stati scavati e levigati dall’azione erosiva dell’acqua, sono appunto le forre, chiamate anche gole od orridi, e la loro discesa, che può presentare diversi livelli di difficoltà, viene effettuata con un misto di trekking e tecniche alpinistiche e con un equipaggiamento diciamo…“mare e monti” (mute da sub e attrezzatura per l’arrampicata in montagna).

Si tratta di una attività molto divertente, soprattutto se praticata a livelli di difficoltà bassi o medi. Livelli più impegnativi portano a ridurre l’approccio giocoso, ma in compenso ripagano con un grado di soddisfazione particolarmente elevato.

Per chi invece vuole scivolare sulle acque che scorrono in quegli stessi canyon ecco l’Hydrospeed: uno sport d’acqua viva - nato in Francia verso la fine degli anni ’50 – che si pratica seguendo la corrente a nuoto. I percorsi variano da 3 a 5 km circa e possono essere variati in funzione del livello del fiume e delle capacità dei partecipanti.

Oggi si pratica utilizzando una sorta di piccolo bob che protegge dagli urti e tiene a galla. Completano l’attrezzatura casco, giubbotto salvagente e pinne.

NESSUNA PAURA DEL VUOTO...

Essere letteralmente lanciati toccando i 100 chilometri orari. Una vera botta di adrenalina quella offerta dallo Human Bungee Sling Shot (detta anche Fionda Umana) un’attività ricreativa di sport e divertimento all'aperto adatta ad un pubblico eterogeneo, senza limiti di età, nata in Usa da pochi anni e che sta diffondendosi rapidamente in tutto il mondo.

Uno sport che sembra estremo ma che invece è alla portata di tutti, anche dei bambini! Un lancio vincolato in orizzontale, assicurati con una imbragatura di sicurezza, capace di un'accelerazione da 0 a 100 km/h in mezzo secondo, grazie ad un elastico messo in tensione fra due pali verticali.

E' una attività che prende spunto dal Bungee jumping, gli elastici usati sono infatti gli stessi con la differenza fondamentale che diversamente dal Bungee dove avviene un salto nel vuoto in verticale, in questo caso si tratta di un lancio orizzontale, quindi senza dover superare la difficoltà del salto nel vuoto (limitante per molti).

E ancora ecco lo Slacklining che può sembrare una attività “da circo”: l’acrobata sulla corda nel vuoto. In realtà, il contenuto tecnico è maggiore: si cammina su una “fettuccia” tubolare o piatta larga tra i 25 e i 50 mm. tesa tra due punti di ancoraggio, che possono essere in ambiente naturale, ma più spesso anche in palestra o in ambiente urbano moderno o anche tra antichi e suggestivi monumenti.

Nasce negli Stati Uniti, principalmente in Yosemite Valley nei primi anni ’80, dove si sviluppa specialmente nell'ambiente dell'arrampicata, mentre nel Vecchio Continente si sta diffondendo in questi anni.

A differenza del funambolismo classico, in cui si utilizza una corda di acciaio con qualità statiche, il materiale utilizzato per la slackline ha caratteristiche dinamiche che provocano movimenti oscillanti che l’atleta deve contrastare per non perdere il bilanciamento. Richiede equilibrio, coordinamento, creatività, coraggio concentrazione, tensione fisica.

Per chi non teme il vuoto, esiste l’Highline che è la variante per chi ama il rischio in quanto si svolge ad alcuni metri di altezza. Spesso la corda viene tesa su gole o tra guglie rocciose, altezze di 100 metri non sono una rarità. Nonostante l’atleta sia assicurato con un’imbracatura, sulla highline lo sforzo, soprattutto mentale e psicologico, è notevole.

E allora che cosa aspettate a mettere alla prova quella parte di voi che ancora non conoscete?

<<< LEGGI "LE NUOVE TENDENZE DELL'OUTDOOR #2" >>>

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