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Wakeboard, onde di libertà

Intervista al tecnico della Nazionale, Pierluigi Mazzia, per scoprire il mondo di uno sport estremo sempre più praticato nei laghi italiani e i successi del team azzurro.

Wakeboard, onde di libertà
UN PO' SCI NAUTICO, UN PO' SNOWBOARD

Wakeboard. Una parola inglese che negli ultimi anni ha acquisito un significato preciso anche in italiano: divertimento, acrobazie e spirito di squadra. Lo sa bene Pierluigi Mazzia, tecnico della Nazionale italiana di wakeboard (campione del Mondo 2011 a Milano), impegnato a ‘dirigere’ la squadra azzurra nelle più difficili trasferte internazionali.

Cos’è il wakeboard? “Una combinazione di sci nautico e snowboard, dove si sfruttano le onde prodotte dalle barche che trainano l'atleta,  per compiere evoluzioni su una apposita tavola”.

 

Facciamo un po’ di storia: quando è nato il wakeboard?

E’ un’invenzione dei surfisti nata negli Stati Uniti, a fine anni ’80, non si sa di preciso se nella West Coast o nella East Coast. Diciamo che resta un mistero…

Immagino, quindi, che gli americani siano i primi al mondo in questa pratica.

Esatto, sono i più forti, hanno una tradizione più radicata. Subito dopo ci sono gli australiani. C’è da dire che sia gli americani che gli australiani  possono godere di stagioni molto più lunghe per allenarsi. Però sa chi c’è al terzo posto a livello mondiale? L’Italia…

Eppure da noi è quasi una novità.

Diciamo che da noi questa disciplina si è iniziata a sviluppare in maniera strutturata a metà degli anni ’90 ma è anche vero che in Italia era già diffuso lo sci nautico, questo ha facilitato in parte la nascita di scuole specifiche di wakeboard. Io ad esempio ne ho aperta una nel 1997 in Toscana.

Se la squadra Azzurra è terza a livello mondiale significa che siamo i primi in Europa?

Non solo: lo siamo da tre edizioni consecutive! Proprio ora ci stiamo preparando per gli Europei di Maurik in Olanda. Sarà dura perché a forza di vincere spesso risultiamo i più antipatici, ma cercheremo ugualmente di difendere il titolo. Quest'autunno invece gareggeremo ai Mondiali in Messico. Sarà un'altra bella sfida.

UN PO' SCI NAUTICO, UN PO' SNOWBOARD
EVOLUZIONI IN ACQUA

Torniamo nel Bel Paese. Dove ci si può allenare o muovere i primi passi nel mondo del wakeboard?

I laghi sono i contesti ideali. Quello di Como è il più indicato ed è considerato il tempio italiano del wakeboard. Non a caso i comaschi hanno una grande storia di sci nautico. In Piemonte, nel Canavese, c’è il lago di Viverone, ma è possibile provare il wakeboard anche nel ravennate, alla Diga del Salto di Rieti, oppure presso le recenti scuole aperte sul Tevere a Roma, fino ad arrivare in Sardegna e Sicilia.

È uno sport per tutti?

Certo. C’è addirittura chi porta i figli di quattro anni a provare. Le prime gare si possono fare a 10 anni. Ovviamente bisogna passare per scuole accreditate, con maestri ufficiali ed utilizzare attrezzatura omologata. I rischi, poi, sono in proporzione a quanto si vuole ‘osare’. A livello agonistico si possono danneggiare le caviglie e le ginocchia sono molto sollecitate. Ma questo avviene in ogni sport estremo.

Perché scegliere il wakeboard?

E’ uno sport libero. I salti e le evoluzioni sono libere interpretazioni del volo. Inoltre crea legami forti e si instaurano molte amicizie perché lo spirito di squadra, nel wakeboard, viene prima di tutto.

Prospettive per la Nazionale Azzurra?

Buone. Oggi abbiamo un gruppo di 18 atleti, un ottimo vivaio che conta ogni anno nuove leve. Molti sono giovanissimi. Anche questo è un bel segnale nel mondo dello sport. 

 

Informazioni: www.scinautico.com

EVOLUZIONI IN ACQUA
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