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Il Mese della Mobilità Dolce

Valorizzare il turismo green e 'fare sistema' per proteggere insieme il patrimonio naturale italiano. La conferenza nazionale di Co.Mo.Do. apre il mese dedicato alla mobilità dolce. Dal 4 marzo eventi in tutta Italia.

Fabrizio Lodi

Il Mese della Mobilità Dolce
UNITI PER VALORIZZARE LA MOBILITA' LEGGERA

Concetti quali “fare sistema”, “comunicare meglio” e “creare una cabina di regia” fra le rispettive realtà locali e nazionali hanno caratterizzato l’incontro svoltosi a Roma per presentare il "Mese della Mobilità Dolce", ideato dall’associazione Co.Mo.Do. (Cooperazione per la Mobilità Dolce). Tra i numerosi eventi in programma anche la Giornata dedicata alle Ferrovie Dimenticate, giunta all' 11ª edizione, che si terrà nella prima domenica di marzo.

Una ferrovia dismessa può diventare tante cose utili: tornare ferrovia se ci sono le condizioni, diventare una greenway, favorire il recupero di un territorio, trasformarsi in un parco naturale, in un corridoio ecologico. Oppure si può tenerla “congelata”, in attesa di progettazioni differenti, ma protetta da ogni degrado.

Il compito di Co.Mo.Do. attraverso l'organizzazione del Mese della Mobilità Dolce è di portare economia ‘green’, attraverso la mobilità leggera e l'intermodalità, in aree a vocazione turistica e paesaggistica, individuando sistemi di reti di percorsi fruibili dal turismo dei bikers e dei trekkers, dal turismo familiare e da quello equestre, coinvolgendo associazioni ed enti locali al dialogo con le Istituzioni perché d'obbligo possano investire nelle infrastrutture verdi, come accade in Europa.

UNA SINTESI DEI PRINCIPALI INTERVENTI

Enzo Cori, vicepresidente del CAI (Club Alpino Italiano) ha presentato il progetto “Cammina Italia”, vale a dire un percorso per trekkers che attraversa tutto lo Stivale, isole comprese, lungo 6.150 chilometri divisi in 368 tappe. “E’ stato molto difficile - dice Cori - coordinare leggi nazionali e regionali per il transito dei camminatori. Ora che ci siamo, speriamo possa diventare attivo entro il 2019”.

Il vicepresidente della FCI, Daniela Isetti ha sottolineato come nella Federazione Ciclistica Italiana l’importanza del cicloturismo stia diventando sempre più evidente: “L’Italia è il primo produttore mondiale di bici, circolano 26 milioni di due ruote a pedali e sono 12 milioni le persone che fanno uso di questo mezzo. Nell’ambito del turismo sportivo la bici si piazza al secondo posto. Il cicloturismo sta diventando un mezzo per molte località per destagionalizzare la presenza di turisti, cosa che sta avvenendo per esempio a Salsomaggiore. Ed eventi come la Nove Colli di Cesenatico sono in grado di generare un indotto di 13 milioni di euro.

Ci stiamo impegnando molto nella formazione di guide cicloturistiche con corsi di vari livelli e spesso tenuti da ex atleti di livello internazionale anche se al riguardo manca una normativa nazionale che a questo punto urge”.

Federico Ceschin, segretario generale Associazione Cammini d’Europa ha sottolineato la necessità di “cambiare lo sguardo che abbiamo verso la nostra capacità di attrattiva. Le nostre città d’arte sono al collasso e la nostra capacità di attirare turismo è al ribasso. Stiamo avendo un turismo ‘mordi e fuggi’ che si concentra solo su poche realtà, con il Mezzogiorno fanalino di coda. Dobbiamo capire che non ‘abbiamo’ un patrimonio ma ‘siamo’ il patrimonio. Un primo passo al riguardo sarebbe la ratifica della Convenzione di Faro”.

Il giornalista e viaggiatore Salvatore Giannella ha portato l’esempio delle “vie verdi” spagnole e di come sia importante creare un dialogo fra le diverse componenti in Italia, dando la convincente definizione di “competizione cooperativa” in un Paese che invece continua ad essere diviso da ataviche rivalità.

Anche Ferrovie dello Stato sta prendendo coscienza di questo nuovo trend. A confermarlo Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, Angela Dondoli, direzione generale politiche mobilità regione Toscana, Alessandro Di Graziano direttore Ferrovia di Circumetnea e Daniela Corti, direttore Società Subalpina Imprese Ferroviarie.

Da tutti i lori interventi è emerso come antichi “rami secchi”, ferrovie locali e treni storici rappresentino una grande opportunità, in cui il treno diventa “mezzo” per la conoscenza del territorio in tutte le sue declinazioni possibili. Ora l’obiettivo è quello di comunicare meglio questo uso diverso di alcune linee.

E sulla necessità di comunicare meglio e di “fare rete” per valorizzare il grande patrimonio italiano e renderlo usufruibile sempre più al turismo sostenibile ha insistito anche l’ex ministro delle politiche agricole e forestali, Alfonso Pecoraro Scanio, in qualità di presidente di Fondazione UniVerde.

Fra le altre opportunità legate al turismo sostenibile c’è anche il turismo equestre, come ha sottolineato fra gli altri Alessandro Silvestri, presidente della Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec-Ante, che ha sottolineato come andare a cavallo permetta di vivere pienamente la cultura e la storia dei territori toccati, ma che in Paesi come la Francia questo settore sia tenuto in maggiore considerazione con fondi e leggi adeguate.

Nella sessione pomeridiana l’esperienza della LegaCoop Turismo raccontata dal presidente Massimo Gottifredi: Stiamo assistendo da alcuni anni al passaggio dal turismo generalizzato ad un turismo segmentato in cui il turismo-natura sta assumendo un ruolo importante. Dobbiamo capire però che anche questo turismo lento ha bisogno di servizi super veloci. Il nuovo turismo equo e sostenibile deve rilanciarsi con piccoli progetti ma mirati, che esaltino il “genius loci” dei singoli territori”.

Davide Ceccaroni, coordinatore nazionale Ciclismo Uisp ha infine messo a fuoco come negli ultimi anni si sia quintuplicato il numero delle persone che fanno sport: “A questo punto servono leggi che consentano la creazione di figure professionali riconosciute, per far sviluppare il turismo sostenibile in modo sicuro e a impatto zero. Serve una cabina di regia per la mobilità dolce in cui i vari attori di questo settore e i rappresentanti politici a vari livelli possano confrontarsi”.

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