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Baia di Crapolla, tra mare e leggende

Panorami suggestivi sul Golfo di Salerno, tradizioni di pescatori e tracce di storia romana. Un antico sentiero sui Monti Lattari conduce a un fiordo naturale, dove il tempo si è fermato

Cristina Pasin

Baia di Crapolla, tra mare e leggende
TREKKING SUI MONTI LATTARI

Mare o montagna? Con la bella stagione e le lunghe giornate di sole spesso è difficile scegliere. Non è detto però che le due cose non si possano coniugare: nel Golfo di Salerno, ad esempio, i Monti Lattari offrono escursioni panoramiche per ogni grado di difficoltà che spesso si concludono... con un tuffo in mare.

Uno dei percorsi più interessanti, non solo dal punto di vista naturalistico ma anche storico, è il trekking che conduce alla baia di Crapolla, un fiordo naturale all'interno dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. Si raggiunge solamente a piedi attraverso un sentiero segnalato con il colore blu, oppure in barca, come facevano e fanno tutt'ora alcuni pescatori che usano la baia come ricovero per le barche.

Il trekking parte dal piccolo abitato di Torca (via Nula) e si snoda attraverso viuzze solitarie per poi immergersi nel sottobosco tra i profumi della vegetazione mediterranea, costeggiando il Rivo Larito. Dopo circa mezz'ora si imbocca l'antico sentiero, una mulattiera che percorre la montagna offrendo una vista spettacolare sul Golfo di Salerno. Vale la pena fermarsi un attimo ad ammirare gli incredibili scorci sugli isolotti Li Galli, l'isola d'Isca e la Vetara, attorniati da imbarcazioni come tanti puntini bianchi all'orizzonte, sopra un mare di un blu profondo.

TREKKING SUI MONTI LATTARI
TRA TERRA E MARE

Il sentiero, fin qui facile e privo di difficoltà, prosegue con una discesa di 700 scalini in pietra calcarea (decisamente impegnativi da risalire al ritorno sotto il sole cocente…) che conduce alla solitaria Cappella di S. Pietro, costruita sulle fondamenta di un'Abbazia dell'XI secolo, un tempo ricco e prospero centro religioso, con colonne in marmo e pavimenti di mosaico. La leggenda narra che l'edificio sia stato costruito sopra i resti di un tempio romano, in seguito abbandonato durante il periodo cristiano. Questo luogo riveste un'importanza particolare per gli abitanti del posto: la tradizione vuole che qui sia sbarcato S. Pietro mentre viaggiava verso Roma e, ogni 29 giugno, si tiene un pellegrinaggio da Torca fino a questa Cappella, dove viene celebrata la Messa seguita da una festa.

Dell'antica Abbazia ormai non resta più nulla ma sono visibili attorno alla Cappella resti di basi marmoree e basamenti di colonne. Resta comunque un posto affascinante da dove ammirare un panorama eccezionale sull'isola d'Isca e sulla Torre di Crapolla, antico presidio difensivo contro gli assalti dei saraceni.

Al termine della scalinata si giunge finalmente al fiordo di Crapolla, una baia di ciottoli circondata da una scogliera che si allunga sul mare per circa 150 metri. Un ambiente riparato di rara bellezza, soprattutto perché avvolto nella quiete e lontano dalle zone affollate del Golfo. Le acque della baia sono decisamente invitanti con il loro colore trasparente che diventa smeraldo, per perdersi poi nel blu profondo mano a mano che ci si allontana dalla riva. Qui il tempo sembra essersi davvero fermato.

Nel piccolo borgo marinaro sono visibili alcune cisterne romane e costruzioni scavate nella roccia chiamate "monazeni", che i pescatori ancora utilizzano per riporre i propri attrezzi o mettere a riparo la propria imbarcazione.

Un consiglio? Portate una buona scorta d'acqua con voi perché non ci sono fontanelle lungo il percorso e la maggior parte del sentiero si trova sotto il sole. Risalite la scalinata verso il tardo pomeriggio, con il caldo è davvero faticoso!

TRA TERRA E MARE
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