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I sentieri della Grande Guerra

Nord-Est: vacanze “green” nella storia, a piedi e in Mtb. Con l'apertura del Centenario del conflitto, tanti i percorsi restaurati da scoprire con uno zaino pieno di storie e racconti. Fino al 2018...

Pamela Pucci

I sentieri della Grande Guerra

Sei in vacanza in Veneto e all’improvviso noti un lungo solco perdersi all’infinito tra i boschi e i prati. Sarà un tuffo al cuore perché ricorderai i soldati caduti nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, le corse disperate dei prigionieri lungo le colline bruciate, i colpi sordi delle armi, la confusione e gli assalti di una delle tante battaglie che hanno segnato la regione.

 

Montello, Grappa, Piave, Altopiano di Asiago, Col di Lana, Tofane, Dolomiti di Sesto, Marmolada... Un’infinità di piccoli e grandi teatri di lotta, in una lunga guerra di posizione che ha plasmato luoghi e persone, lasciando dietro di sé tracce che hanno invaso il paesaggio e i ricordi di ogni famiglia.

Il Veneto è oggi una regione-memoria racchiusa in due date: 28 luglio 1914 e 11 novembre 1918, gli estremi di un conflitto che ha infiammato cinque continenti e, in Italia, entrata in guerra nel 1915, il nostro Nord Est, il fronte più duro e difficile contro l’invasione austro-ungarica. Una guerra di tunnel e mine sulle montagne trasformate in torri di pietra, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.

 

Non a caso fu chiamata la Grande Guerra, un evento senza eguali nella storia dei popoli, per numero dei morti e per i cambiamenti socio-culturali: per l’Italia, da poco uscita dal cinquantesimo anniversario dell’unificazione nazionale, fu il “momento della verità” in cui ritrovarsi uniti più che mai, in un destino doloroso ma accolto con eroismo.

 

Trincee, crateri, camminamenti, sentieri, forti, feritoie e vette smussate a colpi di cannone.

Con il Centenario della Grande Guerra, le regioni del nostro Nord-Est lanciano il turismo della memoria. Un invito alla scoperta dei territori che è anche scoperta del patrimonio culturale e storico legato all’epopea della resistenza e della vittoria, del sacrificio dei soldati contadini e delle rocce-sacrario.

Non basta mettere i piedi nei paesaggi di guerra, bisogna avere nello zaino le storie, i racconti, le immagini in bianco e nero. L’invito è questo: un pacchetto di vacanza “green” e culturale in una nuova geografia non più solo fisica ma anche del ricordo, tra passi alpini e rocce imbrigliate per sempre nelle pagine della Storia.

 

Per ricordare i cento anni dallo scoppio, è stato varato un progetto di recupero dei tanti sentieri militari, trasformati in itinerari-trekking di pace, aperti anche alle due ruote, tra sacrari, paesaggi potenti, pinnacoli e boschi.

Il calendario degli appuntamenti del Centenario, che si chiuderà nel 2018, sarà bello ricco, così come il ventaglio di itinerari e tour organizzati.

Dove andare? Per avere un’idea, in Veneto, lungo il Piave e sull’altopiano di Asiago, che non ha conosciuto un momento di pace. In Trentino, sugli altopiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, in quegli anni linea avanzata degli austriaci. In Alto Adige, dove la memoria si sposa con il trekking in quota, spettacolari vie ferrate e le gallerie del Lagazuoi, costruite dagli alpini italiani per poi riempirle di esplosivo e sbaragliare l’esercito nemico.

In Friuli Venezia Giulia, tra le tante trincee scavate nel Carso, sui dorsi delle Prealpi, tra le cime delle Alpi Giulie e Carniche, sui monti Ermada, San Michele, Calvario e Sabotino.

Sul sito dedicato, si trovano tutte le possibilità di escursioni guidate, le cartine, i pacchetti con gli eventi e le offerte speciali.

INFO

www.itinerarigrandeguerra.it

 

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