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Lazio: la montagna senza barriere

Sono 17 i sentieri mappati per chi si muove su una sedia a rotelle o non è vedente. A disposizione carrozzine speciali, accompagnatori e corrimani. Guardando alla tecnologia, come a Cuneo…

Redazione

Lazio: la montagna senza barriere

Una montagna aperta a tutti, anche a chi nella vita di tutti i giorni si muove su una sedia a rotelle. Un sentiero tortuoso e sterrato può diventare un muro arduo da superare per chi ha problemi di movimento o di cecità:i renderlo accessibile ai diversamente abili è una conquista di civiltà.

Per questo il Lazio, al pari di altre regioni apripista, ha finanziato il Progetto Lazio Handicap e oggi, con l’aiuto del Cai, propone 17 sentieri di montagna, attrezzati per chi ha difficoltà.

Per ogni percorso sono disponibili le carrozzine da montagna e la presenza di accompagnatori del Cai. Non solo. L’accessibilità del trekking è prevista anche per i non vedenti, con il Sentiero del Porticciolo che si trova nel Parco Riviera di Ulisse, a Gianola di Formia (Latina). E’ fornito di tabelle braille e corrimano in legno che garantiscono sicurezza e orientamento.

L’iniziativa è stata varata dalla Regione con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, nell’invito a scoprire e godere delle bellezze del territorio, come ha spiegato Rita Visini, assessore alle Politiche sociali e allo sport.

 

I sentieri hanno come segno distintivo la sigla LH o LHT: la prima (Lazio Handicap escursione) individua gli itinerari consigliati a chi ha problemi di movimento e usa mezzi particolari; la seconda (Lazio Handicap escursione Tattile) contraddistingue i tracciati per i non vedenti, che possono contare sugli accompagnatori oppure andare in autonomia seguendo il corrimano, per avere l’orientamento e la sicurezza nello spazio.

Da tempo, esperti e associazioni studiano soluzioni per restituire ai disabili la libertà e l’autonomia di un’avventura “green” e “no limits”.

In Inghilterra, per esempio, l’ingegnere Tim Morgan, appassionato di mountain bike, si è messo in testa di costruire la prima sedia a rotelle per l’outdoor.

Ci sono voluti anni, diversi prototipi e più di un errore ma ora l'idea è realtà. Si chiama Mountain Trike ed è un mezzo che si guida azionando a braccia due leve. Queste trasmettono il movimento alle ruote e permettono di scegliere la direzione azionando la terza ruota posteriore. Il modello ha freni a disco idraulici, pneumatici da mountain bike e chassis rinforzato e alleggerito. Si piega per il trasporto in auto. Unico difetto? Il prezzo, ancora salato: 3995 sterline (comprensive di tre anni di garanzia e assistenza post vendita).

In Italia si può invece provare l’invenzione di cinque disabili cuneesi, riuniti sotto il nome di “Movimento in libertà”. Hanno realizzato una “sedia offroad elettrica” con le ruote tassellate. Si chiama Going ed è una sorta di segway in versione “carrozzina”: mantiene le due ruote e i meccanismi di controllo con il peso del corpo ma aggiunge un sedile con lo schienale.

Siccome il modello costerebbe tantissimo, più di 16 mila euro a pezzo, il gruppo ha proposto il progetto al Cai e ai Parchi cuneesi Marguareis e Alpi Marittime. Così è cominciata una grande collaborazione con fondazioni e istituzionii, che oggi consente il trek in montagna a chi ha perso l’uso delle gambe. Risultato: si viaggia in autonomia, contando sulle proprie forze, con un po’ di tecnologia e una bella solidarietà. Perché non c'è limite che, insieme e con determinazione, non si possa superare.

INFO

www.cailazio.it

http://www.mountaintrike.com

www.parks.it/indice/sentieripertutti.php

www.goingfreemoving.com

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