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Manduria: terra di gusto, arte e natura

Viaggio alla scoperta delle Terre del Primitivo. Un territorio della Puglia dove la natura si coniuga armoniosamente con una presenza umana radicata nei secoli

Fabrizio Lodi

Manduria: terra di gusto, arte e natura
LE TERRE DEL PRIMITIVO

Un crocevia della cultura pugliese incastonato come gemma preziosa fra Salento, le terre della Magna Grecia e della Valle D’Itria. E’ questa la Manduria, dall’originaria identità messapica, che si dipana nella provincia di Taranto. Un territorio privo di grandi dislivelli, e per questo a portata di tutti le diverse capacità di trekkers e cicloturisti, in cui veri e propri “boschi” di ulivi e viti degradano dolcemente verso una costa che regala squarci di limpido mare.

Vacanzattiva Journal ne è andato alla scoperta, invitato dal Gruppo di Azione Locale (GAL) Terre del Primitivo, che comprende i comuni di Avetrana, Erchie, Fragagnano, Lizzano, Manduria, Maruggio, Oria, San Marzano, Sava, Torre Santa Susanna, Torricella.

La denominazione scelta dal GAL sottolinea come appunto la Manduria sia terra di elezione per la produzione di vino e, in particolare, del suo celebre nettare, il Primitivo. Questo poderoso rosso dopo essere andato in… soccorso, come vino da taglio, a tante importanti etichette italiche si è guadagnato un posto d’onore tra i vini più importanti e apprezzati del Belpaese (nel 2009 il Primitivo Es di Gianfranco Fino è stato incoronato vino migliore d’Italia).

Deve il suo nome alla precocità dell’uva, che è pronta per la vendemmia già intorno alla metà di agosto, mentre le sue origini devono essere ricercate in Croazia.

Il Primitivo di Manduria si fregia della denominazione Doc dal 1974, mentre quello di Gioia del Colle ha ottenuto il riconoscimento nel 1987. Il vino, di un bel colore rosso rubino intenso, che tende al granato con l’invecchiamento, ha un profumo aromatico, con sentori di frutti di bosco, spezie e tabacco. Il tasso alcolico è molto elevato, in genere compreso tra i 14° e i 17-18°.

Al riguardo, merita assolutamente una vista il Museo della civiltà del vino Primitivo, diretto dalla volitiva dott.ssa Anna Gennari presso il Consorzio Produttori Vini (nato nel 1932). Un luogo ricco di storia, sorto sulle antiche cisterne dell'ottocentesca Cantina Manduriana, dove è possibile addentrarsi in due tipi di percorsi di visita: da un lato, la ricostruzione puntuale della vita quotidiana, con gli attrezzi di lavoro, del contadino di un tempo; dall'altro, l'esposizione cronologica di antichi torchi e contenitori di mosti e vini, macchinari ed attrezzature per opifici vinari.

Un vero e proprio tuffo nel passato nel mondo contadino, strutturato in modo che la comunità locale possa riconoscerlo come proprio, in cui ritrovare i tratti caratteristici del patrimonio tradizionale-educativo, quelle pratiche e quel fare artigianale che sopravvivono ancora, anche se in forme diverse rispetto al passato.

Nella sede è attiva una cantina di vendita dei migliori nettari locali, sia in bottiglia che sfusi.

 

 

LE TERRE DEL PRIMITIVO
ATTIVITA' TRA NATURA, STORIA ED ENOGASTRONOMIA

Dicevamo che le Terre del Primitivo si prestano molto bene, per conformazione geografica, ricchezza delle proposte e per la mitezza del clima, ad essere esplorate dagli appassionati della vacanza attiva anche nei mesi primaverili e autunnali. Al riguardo, sono stati elaborati una serie di percorsi che evidenziano le peculiarità naturalistiche, enogastronomiche e artistico/culturali di queste terre: tra queste gli uliveti monumentali, le riserve naturali, le bellezze di Oria, il territorio di Bagnolo, le vie del vino, dell’olio e dei prodotti gastronomici, le bellezze di Avetrana, Erchie, Lizzano, Manduria, Maruggio.

In questo contesto Vacanzattiva! può contare su un esperto e appassionatissimo tutor, Pasquale Piergianni, che si occupa, con la sua struttura, proprio di turismo sui pedali (Astrolabioslowtour) in questo territorio.

Circa le potenzialità del turismo sportivo outdoor abbiamo parlato con il presidente del GAL Terre del Primitivo, Ernesto Soloperto: “Una delle priorità è stata, ed è ancora, quella di potenziare la capacità ricettiva, che possa intercettare questo tipo di turismo con la creazione di case vacanza e B&B e con pacchetti legati all’enoturismo. Questo per ‘allargare’ la stagione e non limitarci al turismo balneare che è di soli due mesi (luglio e agosto). Al riguardo abbiamo creato una APP gratuita (“Vivi le terre del Primitivo”) che ‘gira’ su tutti i supporti tecnologici attuali e che può facilmente guidare il turista sportivo in tutti i suoi spostamenti sul nostro territorio, indicandogli tutte le sue ricchezze e caratteristiche”.

Per quanto riguarda le provenienze - continua Soloperto - il turismo destagionalizzato attira più gli stranieri che gli italiani e, al riguardo, anche noi dovremo lavorare per poter avere una capacità di accoglienza (per esempio l’uso della lingua inglese da parte degli operatori) in grado di soddisfarli. Per il 2016 dobbiamo lavorare alla creazione di una vera e propria rete per ‘fare team’ e non andare in ordine sparso nell’offerta turistica”.

Su questo tema interessante anche l’intervento della dott.ssa Lara Panessa, presidente provinciale dell’accoglienza extralberghiera: “E’ un settore in netta crescita anche perché per anni è stato praticamente ignorato, quindi i margini sono ancora elevati. Ma dobbiamo essere all’altezza delle aspettative: i turisti, soprattutto quelli stranieri, sono esigenti e quindi non dobbiamo perdere questa grande opportunità che la crescita in tutto il mondo del brand “Puglia” ci sta regalando. In questo senso dovremo lavorare per incrementare strutture come i ‘Rent a bike’, i tour nautici, la segnaletica permanente degli itinerari tematici”.

ATTIVITA' TRA NATURA, STORIA ED ENOGASTRONOMIA
MANDURIA E LA SUA ARTE

Tornando alle bellezze del territorio, da non perdere assolutamente quelle legate all’aspetto archeologico: per esempio la cittadina di Manduria, nota anche come "Città dei Messapi". Il suo nome potrebbe derivare dall'indoeuropeo mandus, che significa ‘cavalli’ (i messapi erano abili allevatori di cavalli) o molto più probabilmente dall'etimologia della parola mand-Uria, cioè ‘avanti a Oria’, città confinante con Manduria e capitale politica della Dodecapoli messapica.

Manduria conserva ancora numerose testimonianze del suo antico passato, tra le quali le mura megalitiche, circondate dai resti del fossato che circondava la città, e la necropoli.

A doppia cerchia - la prima databile al V secolo a.C. mentre la seconda riferita al secolo IV-III a.C. - le mura racchiudono un centinaio di tombe ricavate nella roccia. Il tutto si trova in un Parco Archeologico all’interno del quale ci ha condotto la dott.ssa Angela Greco, che guida anche l’associazione “Profilo Greco” che si occupa di visite guidate e promozione del territorio.

All’interno del Museo che racchiude le mura si trova il Fonte Pliniano, che compare anche nello stemma cittadino e che prende il nome dalla citazione che ne fece Plinio il Vecchio per il ricco e prezioso apporto idrico a tutto il territorio, e dove al suo interno aveva messo radici un mandorlo (presente nello stemma). Si tratta di un luogo estremamente suggestivo che nel corso dei secoli è stato indicato come magico e intriso di spiritualità.

Anche la natura di questi luoghi non scherza. Da visitare assolutamente la Salina, detta ‘dei Monaci’ perché fu gestita dai monaci benedettini di Aversa fino al 1404: si estende per circa 250.000 metri quadrati a ridosso di un tratto di dune litoranee poste a ovest di Torre Colimena. Si tratta di una depressione - chiusa da dune verso il mare e da colline dalla parte di terra - in cui l’acqua marina in un primo tempo versata dalle mareggiate, poi incanalata in due condotti tagliati nella scogliera tufacea, fu regolata nell’afflusso da chiuse di legno. L’estrazione del sale fu attuata qui per secoli, risultando assai remunerativa.

L’area è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, sia botanico sia faunistico. La Salina dei Monaci è Riserva Regionale Orientata dal 2002. In questo habitat - ci ha spiegato il presidente Alessandro Mariggiò - cresce rigogliosa la flora alofila del limo, la macchia mediterranea (soprattutto mirto, lentisco, corbezzolo, timo, erica), la gariga di tipo arbustivo e la votazione di tipo erbaceo. I magnifici fenicotteri rosa, garzette, cavalieri d’Italia, martin-pescatori e tanti altri uccelli scelgono la salina come zona di sosta.

Un altro luogo da visitare nel “cuore del Primitivo” è la Duna di Campomarino: si estende per circa 6 chilometri, procedendo verso ovest lungo la litoranea. In passato era ricoperta da macchia litoranea a ginepri sviluppati anche in forma arborea. La vegetazione è caratterizzata da arbusti di ginepro coccolone e feniceo e, nelle parti più degradate, da una gariga a timo e elicriso. Questa duna è interessante anche per la flora delle rupi a picco sul mare che annovera, tra le tante specie, il limonio virgato e il finocchio marino.

Speriamo che queste dune continuino ad essere preservate sempre meglio, visto che fino a qualche anno fa raggiungevano anche i 25 metri di altezza mentre ora al massimo arrivano a 12. Rappresentano infatti un argine naturale all’avanzare del mare e un importante e raro esempio di macchia mediterranea.

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INFO: http://www.galterredelprimitivo.it

MANDURIA E LA SUA ARTE

 

 

 

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