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Trekking d’arte a Roma: da Piazza Venezia a Costantinopoli

Nuova tappa del trekking urbano tra le bellezze artistiche della Città Eterna. "L'Occhiolino di Roma" ci porta nei Fori Imperiali dove è tornata a risplendere la Basilica di Santa Maria Antiqua

Veronica Piraccini

Trekking d’arte a Roma: da Piazza Venezia a Costantinopoli
TRA LA MAESTOSITA' DEI FORI IMPERIALI

Continuiamo il nostro cammino e proviamo ad alzare il ritmo, lasciandoci alle spalle le Scuderie del Quirinale (clicca qui per seconda tappa “Dai mercati Traianei all’arte Parmense del 1500”) ed imboccando i ripidi gradini delle scale dei Mercati Traianei davanti alla maestosa Colonna Traiana.

Ecco aprirsi Piazza Venezia, da cui parte la celebre via dei Fori Imperiali: qui, edifici, templi, terme e basiliche sorsero fra il 46 a.C. e il 113 d.C. Quello che ci interessa è percorrere a piedi questa strada che termina con l’imperioso Colosseo.

Ma oggi la nostra metà è un’altra. Una novità assoluta, un’occasione unica.
Alla nostra destra, infatti, all’ingresso dei Fori Imperiali, si trova la meravigliosa Basilica di Santa Maria Antiqua, aperta ai visitatori dopo ben 30 anni di restauro.

La Basilica, risalente al VI secolo d.C., è uno dei più antichi luoghi di culto e di sincretismo cattolico-bizantino dedicati alla Madonna. Quello che vediamo oggi è per l’appunto il risultato di uno straordinario e lungo restauro iniziato con la scoperta eccezionale fatta nel 1900 dal soprintendente Giacomo Boni, che trovò interrati e sepolti i reperti di questa antica Basilica che il lontano e terribile terremoto di Roma del 853 d.C. fece crollare. Paradossalmente fu proprio quel terremoto che la salvò dalle ben peggiori distruzioni iconoclaste di quegli anni.

La chiesa di Santa Maria Antiqua è parte di un gruppo di edifici Domizianei nel Foro Romano e oggi, dopo i 116 anni, torna a risorgere intera con le sue architetture, conservando sulle pareti un patrimonio di pitture unico nel mondo cristiano del primo millennio.

TRA LA MAESTOSITA' DEI FORI IMPERIALI
LA MADONNA ANTIQUA

Recentemente, il 15 marzo scorso, abbiamo potuto assistere all’inaugurazione della Basilica con la novità della traslazione del dipinto della Madonna Antiqua, che dalla Basilica di Santa Francesca Romana al Colosseo (pittura conservata gelosamente dagli Olivetani nella suddetta sacrestia) è tornata nella sua sede originaria nel Foro Romano.

La riapertura della chiesa, infatti, è stata accompagnata dalla mostra “Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio” (17 marzo - 11 settembre), promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma con Electa, a cura di Maria Andaloro, Giulia Bordi e Giuseppe Morganti.

Al centro dell'esposizione il raro dipinto della Madonna, insieme alle altre opere d’arte mai viste finora.
L’opera centrale è l’immagine più antica della Madonna, dipinta con pigmenti ad encausto. La venerata immagine del VI sec. d.C., che si dice abbia poteri speciali, è detta acherotipa, cioè non dipinta da mani umane, o di San Luca, e splende nelle sue forme pure: dal color avorio del volto della Madonna - con forme da uovo di colomba, scaldato dal cinabro delle piccole labbra e dalle gote rosee - al bianco, al bruno e al verde giada, con la perfetta arcata del naso e del sopracciglio che compongono la grande architettura del viso, illuminato e sormontato dai grandi occhi che ci fissano. E fra le braccia, queste di recente fattura, il volto del piccolo Gesù in frammento antico.

I due volti sono le parti più antiche di questa Sacra immagine e pensare che quello della Madonna misura più di 50 centimetri.

Quello che colpisce nella Basilica odierna è anche la straordinaria possibilità di vedere contemporaneamente, per la prima volta, almeno 11 strati diversi di pittura realizzata in secoli diversi.

Come sopra accennato, il tutto iniziò con la scoperta della chiesa da parte del soprintendente Boni nel 1900, cioè più di mille anni dopo la sua distruzione, sulle pendici del Palatino. E’ una testimonianza eccezionale per lo sviluppo della pittura, non solo romana, ma di tutto il mondo greco e bizantino. Infatti, in passato, quando si scatenò l’iconoclastia dell'Imperatore bizantino Leone III Isaurico (717-741) si cominciarono a cancellare gran parte delle immagini sacre, e queste che vediamo ora si salvarono solo grazie al terremoto!

Ed ecco che ora, per questo motivo, la Madonna più antica è esposta sospesa nell’architettura della Basilica. Possiamo ammirare i diversi stili delle pitture riaffiorate nella struttura, in parte ricostruita ma che mantiene i distacchi originali, come in un grande mosaico. Pitture realizzate ad affresco, che rappresentano volti, corpi e occhi che ci guardano in frammenti risorti dal passato. Il tutto completato da immagini tecnologiche laser, proiettate in movimenti temporali che si succedono, ridando completezza alle pitture parietali anche se in modo immateriale.

In pieno sole, torniamo all’aperto. Arricchiti nello spirito e nel corpo, possiamo scegliere di riposare o fare un po’ di outdoor training fra i reperti delle vestigia antiche.

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LA MADONNA ANTIQUA
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