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TREKKING D’ARTE A ROMA: dai Mercati Traianei all’arte Parmense del 1500

L’Occhiolino di Roma continua il suo percorso urbano e artistico nella Capitale. La seconda tappa ci porta alle Scuderie del Quirinale, a rimirare le opere di Correggio e Parmigianino.

Veronica Piraccini

TREKKING D’ARTE A ROMA: dai Mercati Traianei all’arte Parmense del 1500
VERSO LE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Il nostro trekking artistico tra le meraviglie di Roma continua...

Uscendo dal Palazzo delle Esposizioni (clicca qui per prima tappa “Dalle Terme di Diocleziano a Botero”) si continua a scendere per Via Nazionale, per vivere un trekking urbano che fa sbocciare davanti ai nostri occhi, direttamente dal primo decennio del secolo II, il meraviglioso complesso architettonico dei Mercati Traianei, opera dell’architetto Apollodoro di Damasco.

I Mercati riprendono la forma semicircolare dell’Esedra con Torre ed ospitano un magnifico museo, con reperti di grande valore del Foro Imperiale, nonché interessanti mostre contemporanee.

I Mercati s’affacciano sull’imponente Colonna Traiana, pura arte romana edificata per glorificare le vittorie dell’Imperatore Traiano, cristallizzate dagli artisti nell’eterno marmo pario compatto e bianchissimo di duemila anni fa. Alta circa 40 metri, con un diametro di quasi 4, la colonna venne innalzata nel 113 d.C. come monumento per celebrare l’Imperatore nelle sue conquiste nella Dacia.

Assolutamente sorprendente è il livello di qualità dell’arte: scolpite in un movimento continuo a spirale ascendente, si notano una moltitudine di figure, quali soldati, romani e barbari che compiono le imprese in fiumi, mari, navi e campagne. Una perfezione assoluta anche d’ingegneria tecnica, mai realizzata prima. All’apice della Colonna oggi si può ammirare San Pietro con in mano le chiavi di Santa Romana Chiesa e la croce.

Sulla strada che porta verso Piazza Venezia e il suo celebre Altare della Patria, il nostro trekking d’arte si sposta in Via XXIV Maggio. Qui incontriamo le Scuderie del Quirinale, fronteggiate dall’imponente Palazzo storico del Quirinale, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana. Il Palazzo fu costruito dal 1583 su progetto di Domenico Fontana come residenza papale, poi divenne la residenza reale dei Savoia dal 1870 e, dopo la proclamazione della Repubblica Italiana nel 1946, del Presidente della Repubblica.

Le Scuderie del Quirinale si trovano a ridosso del muro che chiude il giardino Colonna e poggiano sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso tempio romano di Serapide. Volute da Papa Innocenzo XIII, dopo aver svolto la funzione di rimessa per carrozze, cavalli e poi auto, dal 1999 le Scuderie ospitano splendide esposizioni d’arte.

In questa sede, dallo scorso marzo, ha aperto i battenti una mostra prestigiosa d’arte italiana, “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento”, a cura di David Ekserdjian, che si potrà visitare fino al 26 Giugno.

VERSO LE SCUDERIE DEL QUIRINALE
L'ARTE RINASCIMENTALE PARMENSE

L’esposizione raccoglie una selezione di capolavori provenienti dai più importanti musei del mondo, mettendo a confronto i percorsi di due astri assoluti del Rinascimento italiano: Antonio Allegri, detto Il Correggio (1489-1534) e Francesco Mazzola, detto Il Parmigianino (1503-1540).

Un modo per evidenziare come la grande arte rinascimentale non abbia riguardato solo ‘capitali’ come Firenze, Roma e Venezia ma anche il territorio Parmense, e questo grazie al formidabile talento di questi due artisti.

Entrati nelle Scuderie del Quirinale ci si imbatte subito nell’affascinante scala curva e larga (con gradini bassissimi, adatti al passo dei cavalli in antichità) che ci porta dolcemente a iniziare il percorso della mostra.

Rimaniamo da subito senza fiato: davanti agli occhi si stagliano gli imponenti dipinti del Parmigianino, Santa Cecilia e David (conservati nella Basilica di Santa Maria della Steccata di Parma), su tela spigata e ante d’organo, alti almeno 6 metri, che lasciano esterrefatti per la magnificenza della pittura, ancor più accentuata dal confronto con le vicine tele minuscole dello stesso Parmigianino.

Il Correggio arrivò a Parma all’apice della sua carriera per rimanervi il resto della vita mentre il più giovane Parmigianino, che fu attivo fra Roma e Bologna, nacque nella città ducale, venendone influenzato, pur spostandosi maggiormente. I due pittori hanno stili diversi ma formarono un’unica tendenza che rappresentò il fulcro della Scuola di Parma.

Si differenziano in quando Correggio è spinto da una sensibile emotività che traspone in ritratti e tematiche religiose, che pur nel dramma sono portati a volte alla sensualità dell’estasi, come ne Il martirio dei quattro Santi. Anche nelle opere mitologiche, come Venere con Mercurio e Cupido o Danae abbiamo lo sfarinamento di luce e contrasti teneri dei colori morbidi dei corpi.

Diverso è Parmigianino, di stile raffinato e mentale, che affronta i temi di figure mitologiche e religiose, nonché di ritratto, con forme compatte e traslucide, allungate e brillanti, di sospensione quasi metafisica. Un esempio celebre è il ritratto della Schiava Turca, ma anche quello di Athena, luminoso con il corpetto verde smeraldo che da risalto alle mani di pittura brillante. Poi la Madonna di San Zaccaria e la straordinaria opera della Conversione di San Paolo, con l’incanto dell’invenzione formale allungata del cavallo nonché del Santo.

Finissimo e dall’intenso volto, infine, è il ritratto della giovane Antea, in posa asimettrica, con il particolare "fashion" del visone appoggiato sulla spalla e un solo guanto nella mano destra.

 

Nella mostra sono esposti in tutto circa cento opere e oltre a quelle dei due maestri già descritti, si trovano dipinti rari, provenienti da collezioni private della scuola Parmense, artisti dell’epoca e della stessa area geografica: Anselmi, Rondani, Mazzola Bedoli, Gandini del Grano.

Una bella mostra, da visitare con molta attenzione, perché le opere dei diversi artisti sono alternate fra loro in modo complesso, mettendo sì in risalto le differenze ma non esaltando nel complesso la peculiarità dello stile di ognuno.

Si riconosce comunque lo straordinario impatto delle opere - piccole e grandi - del Correggio e del Parmigianino e l’indubbio valore dell’esposizione, che attraverso l’arte immerge il visitatore nel clima parmense dell’epoca, così perfettamente approfondito.

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