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Trekking d’arte a Roma: le Accademie rinascono nel cammino moderno

Quarta tappa del trekking artistico nella Capitale. L’Occhiolino di Roma compie un tour tra le bellezze pittoriche delle Accademie romane, tra maestri francesi ed arte contemporanea

Veronica Piraccini

Trekking d’arte a Roma: le Accademie rinascono nel cammino moderno
TREKKING ARTISTICO SU VIA DEL CORSO

Ecco un altro formidabile trekking d’arte contemporanea in compagnia de L’Occhiolino di Roma, approfittando di queste magnifiche giornate di ottobre romane e decidendo se andare a piedi o in bici, secondo i propri gusti.

Uscendo dai Fori Imperiali (clicca qui per la terza tappa: “Da Piazza Venezia a Costantinopoli”), partendo da Piazza Venezia, l’itinerario percorre per circa due chilometri una parte di Via del Corso, che costituisce il famoso ‘Tridente’ con Via del Babbuino alla sua destra e Via di Ripetta alla sua sinistra, convergendo in Piazza del Popolo, antico ingresso commerciale in città.

E’ nella seconda metà del 1400, sotto Papa Paolo II, che Via del Corso acquista maggiore importanza grazie all’intuizione da parte del Pontefice di potenziare il tracciato dell’antica via Lata, usando quest’arteria non solo per i trasporti commerciali da Piazza del Popolo e porto di Ripetta, ma anche come luogo dove organizzare manifestazioni religiose e ludiche, le corse del celebre carnevale romano e dei cavalli berberi, da cui prende il nome la strada.

Sono dunque numerose le costruzioni, sia nobiliari che di culto, sorte lungo questa via nel corso del tempo.

L’Occhiolino di Roma è atteso ai festeggiamenti dell’Accademia di Francia, su viale Trinità dei Monti, presso il celebre edificio di Villa Medici, dove si stanno svolgendo diverse manifestazioni per l’anniversario dei 350 anni dalla nascita dell’Accademia a Roma. Tanti sono gli eventi di musica, le proiezioni, i dibattiti e gli incontri nonché, ovviamente, le mostre.

A metà di Via del Corso, sulla destra, troviamo Via dei Condotti, antica strada celebre oggi a Roma soprattutto per le boutique di moda italiana ed internazionale, che ci porta in Piazza di Spagna, con la sua bellissima scalinata e la ‘Barcaccia’ di Pietro Bernini, padre del famoso Gian Lorenzo.

Percorriamo la piazza e dato che dobbiamo ‘salire’ per giungere a destinazione, non prendiamo certo l’ascensore della Metro ma continuiamo a pieno ritmo il nostro trekking culturale, scegliendo di affrontare a piedi Via di S. Sebastianello.

In alternativa avremmo anche potuto percorrere la superlativa scalinata degli architetti Specchi e De Sanctis, inaugurata per il Giubileo del 1725, arrivando a Trinità dei Monti, zona dove aveva lo studio De Chirico (esiste ancora) e dove c’è la casa-museo del poeta ottocentesco inglese John Keats

TREKKING ARTISTICO SU VIA DEL CORSO
I 350 ANNI DELL'ACCADEMIA DI FRANCIA

Arrivando in cima alla salita ci troviamo davanti alla maestosa Villa Medici, dove siamo accolti in un'atmosfera speciale. Affrontate le scale interne, entriamo in uno dei saloni della meravigliosa villa rinascimentale, che ha una veduta mozzafiato su Roma: questo infatti è il punto più alto della città, da ammirare dalle grandi finestre di questo edificio affrescato e decorato.

In occasione di questo anniversario facciamo conoscenza con la formidabile Direttrice dell’Académie de France, Muriel Mayette-Holtz, prima donna a dirigere la prestigiosa istituzione, personalità di artista, attrice e regista. Ci viene presentato il catalogo e illustrato il progetto della mostra “350 anni di creatività” (curato da Jérôme Delaplanche), con la quale viene ripercorsa la storia dell’Accademia, fondata nel 1666 da Louis XIV.

La mostra a Villa Medici è appena stata inaugurata (14 ottobre - 15 gennaio) e non la si può davvero perdere. E’ un'esposizione di opere di sintesi sull’attività creativa degli artisti e borsisti, nonché direttori, che ivi hanno soggiornato e lavorato in questi secoli. Si sono succedute quasi 1.944 figure d’ospiti: tra quelle di spicco che hanno diretto l’Accademia di Francia troviamo i pittori Ingres e Balthus e tante altre che hanno studiato o soggiornato producendo opere di pregio, tra cui celebri maestri come Debussy e Boucher.

Sono circa 100 le opere di grande pregio artistico esposte, prodotte dal 1666 ad oggi da personalità del calibro di Fragonard, David, Berlioz, Garnier, Carpeaux, Debussy. Un viaggio affascinante capace di trasportare i visitatori attraverso tre secoli e mezzo di arte francese.

Balzano agli occhi l’estrema qualità degli studi di nudi maschili più che femminili, in carbone, sanguigna e gouache di memoria rinascimentale (David e Fabre), i disegni architettonici in guazzo o acquarello e i dipinti ad olio di grande e medio formato con ritratti, temi religiosi ed epici (Girodet-Trioson), nonché storici. Il tutto completato da alcune bellissime sculture, tra cui alcune di Janniot di fine ‘800.

I 350 ANNI DELL'ACCADEMIA DI FRANCIA
A SPASSO TRA LE ACCADEMIE ROMANE

Il progetto è accompagnato anche da altre due esposizioni organizzate dall’Accademia Nazionale di San Luca e dall’Accademia di Belle Arti di Roma sul tema dei rapporti tra l’istituzione francese e le due accademie romane. 

E L’Occhiolino di Roma decide di farvi visita.

Uscendo dall’Accademia di Francia si raggiunge a piedi via di Ripetta dove, al cosiddetto Ferro di Cavallo, troviamo l’antica Accademia di Belle Arti di Roma, ancora oggi attiva nella didattica delle arti di livello superiore e specialistico, magistralmente diretta dallo storico dell’arte Tiziana D’Acchille (anche lei prima donna a farlo) e dal presidente Mario Alì.
Qui ci imbattiamo nella bella mostra “Accademia - Accademie. Ricerca, trasmissione e creazione artistica nei secoli XIX-XXI”, a cura di Marco Bussagli, Sarah Linford e Pietro Roccasecca, aperta al pubblico dal 24 novembre al 15 gennaio 2017.

Proseguendo a sud verso Fontana di Trevi arriviamo infine all’Accademia Nazionale di San Luca, con sede a Palazzo Carpegna, fondata da Federico Zuccari nel 1593 come associazione di pittori. Qui si tiene una bellissima mostra della collezione (responsabile scientifico è Francesco Moschini), con dipinti, disegni e straordinari altorilievi in terracotta dal ‘600 all’800.

 

In definitiva, la tappa odierna alla scoperta dei tesori delle Accademie romane è proprio un ‘bel giro’, da vivere magari in un’intensa giornata baciata dal sole romano. Nutrirsi di arte facendo anche del salutare trekking, oppure in bici, nel trambusto della città tra negozi, boutique, trattorie e caffé.

A SPASSO TRA LE ACCADEMIE ROMANE
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