• I Cammini sacri

San Benedetto: “Ora et... cammina”

Da Norcia a Subiaco, fino al confine con la Campania. E’ l’itinerario che tocca i luoghi del patrono d’Europa. Un viaggio nella natura, su strade bianche e sentieri, tra borghi e abbazie millenarie

Pamela Pucci

San Benedetto: “Ora et... cammina”
SULLE TRACCE DI SAN BENEDETTO

Ora et labora” diventa “Ora et cammina” o anche pedala, con il percorso dedicato a San Benedetto, il patrono d’Europa. E’ uno dei grandi itinerari giubilari che si tuffa nel cuore verde dell’Italia, tra le colline e i boschi, le abbazie millenarie e i monumenti di epoca romana.

Parte da Norcia (dove è nato il Santo), entra nel Lazio a Leonessa, passa a Subiaco (luogo di predicazione del monaco) e scende ai confini con la Campania arrivando all’Abbazia di Montecassino (fondata da Benedetto, che qui ha scritto le Regole).

Il percorso, lungo 310 chilometri, attrezzato e ben descritto in un portale dedicato, prevede 16 tappe per gli escursionisti a piedi e sette frazioni per chi si muove sui pedali. Il tracciato in bici è poco più lungo, 340 chilometri, deviando solo in alcuni punti da quello disegnato per i trekker.

Si può anche scegliere di coprire solo in parte il cammino e ritagliarsi le tappe su misura, perché ogni giornata promette sorprese. E’ un viaggio alla portata di tutti, nel segno della “lentezza” e della contemplazione, per gustare la bellezza del nostro Paese e capire la carica rivoluzionaria di un monaco che, con il suo umanesimo, ha dato il via alla costruzione dell’Europa.

E’ un esempio di equilibrio racchiuso nella semplicità del ‘prega e lavora’, un modello di armonia per ogni comunità”, spiega Simone Frignani, studioso e camminatore, autore de “Il cammino di San Benedetto”, guida utilissima per ripercorrere i passi del santo.

SULLE TRACCE DI SAN BENEDETTO
DA NORCIA A MONTECASSINO, TRA NATURA E STORIA

Il tracciato muove dai piedi dei Monti Sibillini, tocca borghi antichi come Cascia e Roccaporena (legati alla figura di Santa Rita), il paesino medievale di Monteleone di Spoleto e la rinascimentale Leonessa, all’ombra dei monti Reatini, Poggio Bustone (scrigno di memorie francescane), la città papale di Rieti, Rocca Sinibalda e Castel di Tora sul lago del Turano.
Tappa importante quella che arriva a Subiaco, la città che ha preso il nome dalla villa di Nerone, costruita nel 60 d.C. su tre dighe con padiglioni sparsi tra boschi e rocce. Qui Benedetto predicò per 30 anni e fece costruire 13 abbazie: oggi è rimasta solo quella di Santa Scolastica e lì dove era la grotta del Santo è stato costruito nel 1200 il monastero che prende il suo nome.

Continuando sulle orme di monaci, Santi e pellegrini, s’infilano ancora paesini-presepe, le vie della transumanza, ulivi e greggi di pecore, le gole del Melfa (dove si avvistano le aquile), Roccasecca (la città natale di san Tommaso d’Aquino) e infine l’Abbazia di Montecassino, casa madre dell’ordine benedettino che si è diffuso da un confine all’altro del Vecchio Continente, contribuendo alla nascita di una cultura cristiana europea.

Ovunque arrivassero, i monaci di Benedetto portavano raccolti, saperi e cultura. Furono abilissimi agricoltori, inventori e custodi dei testi classici, latini e greci, arrivati fino a noi. Per questo “San Benedetto è stato scelto come protettore della comunità europea” ricorda Gianni Bastianelli, direttore dell’Agenzia regionale del Turismo del Lazio che con il Giubileo ha puntato forte sul Cammino.

Una splendida occasione per scoprire la nostra storia e una bella fetta d’Italia, quella dei sentieri degli eremiti e dei pastori, delle valli verdissime e dei borghi aggrappati ai colli.

Basta andare sul sito per trovare tutto quello che serve per mettersi in cammino: descrizioni, mappe, dati Gps, ospitalità e luoghi dove chiedere la credenziale del pellegrino.

INFO:
www.camminobenedetto.it
www.facebook.com/groups

DA NORCIA A MONTECASSINO, TRA NATURA E STORIA
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