• La Grande Guerra

Dolomiti, le fortezze di pietra

Il primo conflitto del ‘900 ha cambiato la storia dell’Europa e insanguinato le nostre montagne. Oggi le Dolomiti sono un colossale museo all’aperto, da scoprire in Mtb, a piedi e con gli sci

Pamela Pucci

Dolomiti, le fortezze di pietra
SUI SENTIERI DOLOMITICI CHE HANNO FATTO STORIA

Dal ’15 al ’18 le Dolomiti diventano uno dei fronti più sanguinosi della Grande Guerra. Italiani e austriaci si affrontano sulle pareti di roccia, trasformate in una immensa fortezza di pietra scavata in centinaia di gallerie, trincee, camminamenti e feritoie.

E’ una guerra di tunnel e mine. Gli austriaci sono i primi a capire che le montagne possono trasformarsi in torri di pietra, modificando la dimensione degli attacchi: dalle cariche alla baionetta in spazi aperti e orizzontali cambiano in verticale la tattica di guerra. Una battaglia affrontata da talpe, un piano sotto l’altro: per combattere chi sta in alto e controlla le vie, il modo più efficace è quello di scavargli una galleria sotto e farlo saltare con le mine. E via così, uno strato dopo l’altro, al buio e al gelo, nelle viscere della montagna.

 

Nella Grande Guerra sul fronte dolomitico serve uno sforzo colossale di costruzione e strategia: sono messi all’opera ingegneri, topografi e minatori, vengono realizzate strade e allacciati chilometri di cavi telefonici per comunicare con i comandi. Poi baracche di legno, ponti, sentieri, postazioni e trincee.

Oggi tutto questo è diventato un gigantesco museo all’aperto, con decine di sentieri che portano i visitatori dentro la montagna e nella follia della guerra ma mostrano anche un eccezionale lavoro di tecnica e abilità, oltre al ricordo di migliaia di uomini che hanno combattuto chiusi in una tomba di pietra e gelo.

 

Dal 2008 il Lagazuoi è il cuore del museo della guerra, che comprende anche le Cinque Torri, il forte austriaco Tre Sassi al Valparola e il Sasso di Stria. Per andare sui percorsi delle trincee (www.lagazuoi5torri.dolomiti.org), consigliati da maggio a ottobre, servono caschi e torce, da noleggiare sul posto. Nei mesi estivi vengono organizzate anche escursioni guidate, con partenza dall’Associazione Turistica di La Villa.

Anche sugli sci si possono visitare le trincee con il Giro sciistico della Grande Guerra. Si snoda ai piedi di cime e gruppi famosi (Civetta, Pelmo, Tofane, Lagazuoi, Conturines, Settsass, Sassongher, Sella e Marmolada), attorno alla montagna simbolo della Prima Guerra Mondiale, insanguinata dal destino terribile di migliaia di soldati italiani e austriaci: il Col di Lana ribattezzato anche Col di sangue. 

Le piste dell’itinerario sono splendide e adatte a tutti, in un paesaggio sempre fiabesco. Il Giro sciistico della Grande Guerra tocca tre province (Bolzano, Trento e Belluno) e si può iniziare in Alta Badia, da Arabba o da Malga Ciapela. E’ necessario munirsi dello skipass Dolomiti Superski (www.dolomitisuperki.com), che dà diritto al servizio gratuito skibus oltre all’accesso a 12 valli dolomitiche, lungo 1.200 chilometri di piste servite da 450 impianti di risalita.

Il tracciato della Grande Guerra conta in tutto un centinaio di chilometri da percorrere per metà con gli sci ai piedi lungo discese mozzafiato e per l'altra metà con gli skibus e gli impianti di risalita. Ci vogliono sette-otto ore per completarlo (compresa la sosta per il pranzo) e vale davvero la pena, non solo per l'interesse storico, ma anche per la bellezza del paesaggio.

 

Non solo sci. Il fronte dolomitico del ’15-18 è aperto anche alla mountain bike ed è uno dei giri più affascinanti per gli appassionati delle ruote grasse. Si pedala lungo sentieri e strade militari percorribili facilmente, alla portata di ogni biker con un discreto allenamento.

Da non perdere la visita a trincee, forti e musei (racchiusi in un’area di cinque chilometri), immersi tra boschi e pareti di roccia.

E’ un mix perfetto di natura e storia, uno dei giri più ricchi di emozioni delle Dolomiti.

 

INFO:
www.dolomiti.org
www.frontedolomitico.it

SUI SENTIERI DOLOMITICI CHE HANNO FATTO STORIA
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