• La Grande Guerra

E il Piave mormorava...

Montello, Grappa e il “Fiume Sacro”: il Veneto fu uno dei fronti più feroci e importanti della Grande Guerra. Quattro itinerari lo raccontano, portando bikers ed escursionisti nelle terre trevigiane

Pamela Pucci

E il Piave mormorava...
SUI PERCORSI DELLE TRE BATTAGLIE DEL PIAVE

Colline capricciose, coperte di uva succosa e rigate da stradine ideali per la bici o per il trekking. Sullo sfondo, a un tiro, le montagne.

La "Marca gioiosa et amorosa", come fin dal Duecento hanno chiamato la terra di Treviso, è uno dei "grandi modelli del paesaggio italiano". La patria del prosecco e la provincia più ciclistica d’Italia. Una palestra a cielo aperto per chi ama le vacanze attive, in un via vai continuo di escursionisti e bikers.

Ma è anche uno dei luoghi cruciali della Prima Guerra Mondiale, che coinvolse il Regno d'Italia per 1250 giorni, dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918. La parte nord-orientale del Paese, dai passi alpini di Lombardia e Alto Adige fino al Carso isontino, si trasformò in un gigantesco campo di battaglia. Al centro il Veneto, dove il conflitto fu sempre presente, con i soldati del regio esercito italiano, aiutati da truppe inglesi e francesi, in lotta contro quelli austro-ungarici.

Come raccontano i libri di storia, la cima del Grappa, il Montello e le rive del Piave (definito poi “sacro alla Patria”) sono stati uno dei fronti più feroci, teatro delle tre famose battaglie del Piave: quella di “arresto” o dei Tre Monti, per bloccare gli austriaci (10 novembre-31 dicembre 1917), quella del “solstizio” (15-23 giugno 1918) e la vittoriosa offensiva finale di Vittorio Veneto (24 ottobre-4 novembre 1918, a un anno esatto dalla ritirata di Caporetto).

A ricordare oggi quei giorni e quelle battaglie ci sono i segni, ancora incisi nei paesaggi maestosi del trevigiano. Visitare ora quei luoghi è un viaggio di emozioni, tra memoria e formazione. La scoperta è aiutata dagli itinerari realizzati e tabellati dalla Provincia di Treviso.

Il primo percorso attraversa il Monte Grappa, sulle cui cime morirono 23.000 soldati e si combatté la “Battaglia di arresto” che segna l’inizio della rinascita materiale e morale dell’esercito italiano.

Ancora oggi la strada che porta sul monte, conosciuta dai cicloturisti anche per la Gran Fondo Pinarello, è immersa nel verde dei castagni e si snoda tra postazioni di artiglieria, terrazzamenti e ingressi di gallerie scavate nella roccia.

A ricordo di quegli anni è stato costruito nel 1935 il Mausoleo di Cima del Grappa per onorare i caduti della Prima Guerra Mondiale, con le spoglie di 12.615 italiani e di oltre 10.000 austroungarici per lo più ignoti.

SUI PERCORSI DELLE TRE BATTAGLIE DEL PIAVE
MONTELLO E VITTORIO VENETO

Il secondo itinerario ripercorre il territorio della “Battaglia del Solstizio”, con scontri cruenti dal 15 al 23 giugno 1918, concentrati soprattutto sul Montello, una delle colline più famose del trevigiano, anche per il popolo della bicicletta, con le sue tantissime “prese”.

Da qui, da questa particolare collina di terra rossa che si eleva, isolata e ben definita, poco oltre i 300 metri a sud del Piave, partì l' offensiva militare che preparò la vittoria finale. Non è un caso se alcuni centri come Nervesa, Sernaglia e Moriago abbiano la specificazione "della Battaglia", a sottolineare il coinvolgimento in prima linea. Monumenti, ossari e sacrari colossali ricordano ogni giorno il sacrificio di tantissimi. Lo stesso nei paesi lungo le rive del Piave, "Fiume sacro alla Patria", costellato di appostamenti, trincee e materiali per i ponti di barche.

Non solo. Il nome degli eroi della Battaglia del Solstizio ritorna in ognuna delle “prese” del Montello, le stradelle che salgono sul colle e sono il terreno ideale per ciclisti, bikers ed escursionisti, lasciato in eredità dal controllo forestale della Serenissima Venezia nel ‘400 e della successiva lottizzazione di fine ‘800.

Tutti gli itinerari sono stati mappati per gli appassionati della bici e sono di vario livello, rintracciabili e percorribili da chiunque, con la possibilità di personalizzare il percorso. Ci sono poi le bretelle che portano ai monti vicini: sono 4 in tutto e si inoltrano verso le alture più importanti come Montegrappa, Pianezze, Molinetto delle Croda e Cansiglio.

 

Tornando alla Grande Guerra, il terzo percorso ricorda gli ultimi momenti, a partire dal 24 ottobre 1918 quando ebbe inizio l’offensiva generale italiana contro l’esercito austroungarico. Quella che passò alla storia come la Battaglia di Vittorio Veneto.

Il percorso attraversa il territorio che va dal Monte Tomba al Monfenera per poi passare a Valdobbiadene e arrivare infine a Vittorio Veneto, dove si può ammirare la statua della “Vittoria Alata”, lasciata senza testa per significare una vittoria finale costata centinaia di migliaia di vittime.

Tra le visite obbligate, quella all’Isola dei Morti a Moriago della Battaglia, il principale luogo della memoria degli Arditi, e il Museo della Battaglia a Vittorio Veneto che raccoglie una gran quantità di materiale bellico fra armi, cimeli e carte topografiche.

 

Per gli appassionati di letteratura oltre che di storia c’è infine l’itinerario che va sulle orme di Ernest Hemingway. Il grande scrittore americano, volontario dell'American Red Cors, arrivò in Italia tra la fine del 1917 e la prima metà del 1918. Rimase ferito l’8 luglio nella trincea di "Busa de Burato", vicino alla "Casa Gialla", a Fossalta (casa che poi citerà nel racconto "Come non sarai" e che oggi è aperta alla visita).

Il romanziere perse anche un amico. Negli ultimi mesi della Grande Guerra, gli alleati erano impegnati sul fronte del Piave, diventato l’estremo baluardo difensivo dopo la disfatta di Caporetto. Tra loro c’era il tenente Edward McKey, ucciso da una granata il 16 giugno 1918 a Fossalta di Piave. La lapide che lo ricorda ha incisa la poesia "Ucciso". E’ di Hemingway. Che, nel trevigiano, ebbe la sua bruciante iniziazione alla guerra, all’amore e alla morte, pietra miliare della poetica di “Addio alle Armi”.

 

INFO:

www.venetograndeguerra.it/
www.regione.veneto.it
www.itinerarigrandeguerra.it
www.ecomuseograndeguerra.it
www.veneto.to

MONTELLO E VITTORIO VENETO
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