• La Grande Guerra

Trentino: 100 km dei forti, avanti bikers!

Sulle ruote grasse per l’evento che ripropone sterrati e saliscendi lungo la viabilità militare della Prima Guerra Mondiale. Intorno un angolo di paradiso verde, attrezzato per famiglie

Pamela Pucci

Trentino: 100 km dei forti, avanti bikers!
LA GUERRA DEI FORTI

Sole sui sentieri di montagna: per i bikers scatta l’ora di uscire allo scoperto, lungo salite toste o saliscendi dolci. Lavarone, Folgaria e Luserna, ovvero l’Alpe Cimbra in Trentino, hanno già aperto i tracciati per il ritorno del popolo delle ruote artigliate. Quest’anno con un richiamo in più: il Centenario della Grande Guerra.

Qui i percorsi sono costellati di forti di epoca bellica, testimoni del primo conflitto mondiale e tassello secolare della cintura fortificata di Trento.

In vista del conflitto con l’Italia, tra il 1908 e il 1914, gli austro-ungarici costruirono sette opere fortificate: Forte Cima Vézzena, Forte Busa Verle, Forte Lusérn, Forte Belvedere Gschwent, Forte Cherle, Forte Sommo alto e Forte Dosso del Sommo.

La loro costruzione si portò dietro la nascita di una fittissima rete di stradine carrozzabili. Avevano la funzione di impedire il tentativo di sfondamento dal Veneto e, allo stesso tempo, lanciare un’offensiva delle truppe imperiali nella pianura vicentina, alle spalle dell’esercito regio.

Rappresentavano il meglio della tecnica militare dell’epoca nelle opere belliche fisse. Le coperture, che potevano superare anche i tre metri di spessore, erano di calcestruzzo, rinforzate con grosse travi d’acciaio. La cintura fortificata di Trento fu portata avanti con molta cura: tutte le fortezze erano collegate e funzionali l’una all’altra ed integrate con altre strutture di supporto.

Sull’altra linea del fronte, gli italiani non rimasero con le mani in mano e costruirono Forte Cima Verena, Forte Campolongo e Forte Campomolon, con altri forti arretrati sull’altopiano di Asiago e in Val d’Astico.

A differenza delle "Fortezze dell'Imperatore", progettate con maggiori risorse finanziarie, le fortezze italiane, chiamate le "Sentinelle del Regno", erano in calcestruzzo senza armature in ferro. Dunque, opere molto più fragili, armate con cannoni più potenti (alcuni però di ghisa), posizionate a quote più alte.

Il primo colpo di cannone viene sparato dal forte italiano di Forte Verena alle 3.55 del 24 maggio 1915. Così l’Italia entra ufficialmente in guerra contro l'Impero Austro-Ungarico. Una tempesta di fuoco si riversa sugli Altipiani. Sono giorni di bombardamenti e di grandi sacrifici per i battaglioni italiani con assalti di fanteria falliti, paesi martoriati e avanzate condotte con mezzi e metodi risorgimentali che devono ben presto adattarsi alla "guerra moderna".

LA GUERRA DEI FORTI
PEDALANDO TRA I SENTIERI DI GUERRA

La “guerra dei forti” dura fino al 15 maggio 1916, quando il generale Konrad von Hötzendorf - che da tempo progettava una grande offensiva per rompere il fronte italiano e colpire l’esercito regio alle spalle - dà l’ordine ai Kaiserjäger e ai fanti del reggimento Rainer di partire all’attacco. L’operazione passa alla storia come la Strafexpedition e porta la linea del fronte sulle alture veneto-vicentine. L’offensiva fallisce, il fronte si stabilizza e gli Altipiani non sono più zona di prima linea.

I forti degli Altipiani, usciti dalla guerra danneggiati ma ancora integri, sono demoliti nel 1936, per la campagna fascista Ferro alla Patria. Recuperati in parte negli anni Ottanta, oggi sono le attrattive di passeggiate, escursioni panoramiche e percorsi tematici come il ‘Sentiero della Pace’, il ‘Trekking dei Forti’ e quello degli ‘Eroi’, il “Fortezze Bike Tour” (per la Mtb) e il percorso permanente 100 Km dei Forti.

 

Pensato e disegnato per la mountain bike, quest’ultimo itinerario corre tutto su strade sterrate, tra malghe, rocce e pascoli. In più gli echi della storia, con le rovine dei forti austriaci e italiani da visitare (come il Forte di Spitz-Verle, Forte Belvedere, Forte Busa…).

Per gli escursionisti-vacanzieri ci sono tre circuiti ad anello, che possono anche congiungersi per un unico tour: 52,5 chilometri sull’altopiano di Folgaria (ingresso al Passo del Sommo), 23,95 chilometri sull’altopiano di Lavarone (accesso da Parco Palù) e 26,48 chilometri a Luserna.

 

Per gli agonisti, su questi sterrati, domenica 14 giugno scatta la veterana delle gare di distanza, la “100 km dei Forti”, bike marathon arrivata alla ventesima edizione. Una classica che richiama in Trentino centinaia di partecipanti e, con loro, i fuoriclasse della mountain bike, lungo un itinerario ben segnato, collaudatissimo e amato anche dagli stranieri.

Due le varianti: la più leggera Classic di 57 chilometri (con 1450 metri di dislivello) e la più impegnativa Marathon (92 chilometri e 2700 metri di dislivello).

Sarà l’evento clou del ‘1000Grobbe Bike Challenge’, il mini-circuito su tre giornate - prende il nome dalla Malga Millegrobbe - che somma i tempi della gara della domenica, con la Lavarone Bike del venerdì e la Nosellari Bike del sabato.

Nel verde dell'Alpe Cimbra trova spazio, come sempre, anche l’evento dedicato ai più piccoli, la Mini 1000Grobbe Bike del pomeriggio di sabato 13 giugno, nel Parco Palù di Lavarone.

 

INFO:

www.1000grobbe.it
www.trentinomtb.com

PEDALANDO TRA I SENTIERI DI GUERRA
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