• Tour su due ruote: Milano-Sulmona

Da Milano a Sulmona in bicicletta #1

Prima tappa del nostro viaggio verso l'Abruzzo: da Milano a Parma, 160 km tra via Emilia e sterrato, seguendo l'Adda che va incontro al Po. Paesaggi incantevoli in sella alla mia Wilier gravel.

Ercole Giammarco

Da Milano a Sulmona in bicicletta #1
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Uscire dalla casa dove vivo a Milano e partire per Sulmona (Abruzzo) inforcando una bici invece che prendere la macchina, mi ha fatto un po’ sorridere e mi ha fatto ringraziare non so ‘Chi’ dello spirito da adolescente che a cinquant'anni suonati ancora conservo.

Per chi volesse fare lo stesso viaggio, un'avvertenza: se non avete il desiderio incoercibile di partire proprio da Milano, non fatelo: vi risparmiate una trentina di chilometri sull'Emilia, spiacevole e pericolosa da percorrere su un tir, figuriamoci su una Wilier.

Arrivate invece a Lodi in treno, la prima tappa e il primo caffè che ci siamo regalati, con la sua piazza-salotto splendida, il Duomo trecentesco, il Palazzo della Ragione, l'atmosfera opulenta e rilassata che avremmo trovato anche negli altri comuni incrociati durante la tappa di oggi.

A proposito: faremo centosessanta chilometri dei centoventi previsti. Ma se sei indisciplinato rispetto all'itinerario previsto (e perché non esserlo, visto che di tempo ne avevamo...) bisogna metterlo in conto. Dopo Lodi, della feroce via Emilia ci liberiamo, imboccando una stradina secondaria: è l'inizio della ciclovia del Parco Adda Sud. Canali all'ombra di alberi mossi dal vento (che abbiamo avuto sempre contro: il vento, per fortuna, non gli alberi) fruscio delle ruote sull'asfalto, qualche famigliola in gita e cascine di mattoni rossi che fanno il 50% del dna del paesaggio agricolo della pianura padana.

Iniziamo a rilassarci, e quindi inizia il cazzeggio. Io pedalo su una Wilier ‘gravel’ (ve lo spiego domani cos'è esattamente, per il momento accontentatevi di sapere che è una bici da corsa un po’ più comoda, con ruote un po’ più larghe e i rapporti un po’ più comodi). Ci ho montato sopra una sella ‘brooks’, che ha proprio l'aspetto di una sella e non di un piccolo missile da mettersi sotto il culo (ma che suggerisce anche usi assai impropri).

Aldo, che cinque minuti fa è entrato in camera per chiedermi una crema antinfiammatoria (non per i muscoli) sosteneva che quella sella, avendo una superficie eccessiva, non avrebbe messo a suo agio il mio fondoschiena. Il quale, invece, dopo 160 km, è ancora li che ringrazia Mr.Brooks. Ma sia Aldo che Enrico guardavano anche il resto della mia bici con paterna sufficienza e sorridevano benevoli quando mi infervoravo spiegando i maggiori gradi di libertà che una bici del genere ti regala. Infatti: siamo entrati su uno sterrato per andare a vedere dove l'Adda si unisce al Po (spettacolo maestoso). 

Io pedalavo come Tom Sawyer sull'argine del Mississippi, i due amici a piedi, bloccati dalla ghiaia (in inglese si dice gravel, appunto). Sono soddisfazioni.

 

Il resto della tappa ve lo racconterei con lo stesso dettaglio se non fossero le undici e mezza di sera e non avessi tanta voglia di dormire. Lascio al tracciato gps che troverete presto su Vacanzattivaguide.com la descrizione del percorso, e all'asciutto elenco che segue un po’ di cose viste e vissute: il bosco di ciliegi vicino a Busseto (dove è nato Verdi) e le ciliegie comprate da contadini che le avevano appena raccolte venti metri più in là (ciliegie duroni, rosso cupo, una buccia quasi croccante, dolcissime) e confezionate in vaschette di plastica con una cura zen.

Soragna, che non è una malattia della pelle, ma un sonnacchioso paese con un castello splendido e un bar che ti serve scaglie di "parmigiano reggiano fatto con latte di montagna e stagionato 36 mesi". 

E poi Fontanellato, col suo castello (ancora più bello) e l'osteria del teatro, dove avevo già mangiato dieci anni fa ma non me l'ero dimenticato (abbiamo cenato lì stasera e ho capito perché non me l'ero dimenticato…) 

Siamo a dieci chilometri da Parma. Domattina alle nove andiamo a prendere alla stazione Lorenzo che ha dato forfait sulla prima tappa (oggi si laureava suo figlio, e lo abbiamo perdonato).

Poi si pedalerà verso Bologna, prima di attaccare con gli Appennini.

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