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Genova, le sue strade e i suoi palazzi

Dopo forature, crisi e saliscendi vediamo il mare per la prima volta, vediamo Genova. Le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli sono una sorpresa e certi genovesi non sono poi così tirchi.

Genova, le sue strade e i suoi palazzi
FINALMENTE IL MARE

Inauguriamo la seconda settimana di viaggio con il computer che non si accende più… Si parte ancora sotto la pioggia, da Torino a Genova, per circa 170 chilometri. Usciamo dal caos cittadino torinese ed entriamo nei colli del Piemonte meridionale, trovando di nuovo il sole, nascosto da frequenti nubi. Passiamo tra le colline, in mezzo a prati e boschi dispersi tra i vigneti, disegnati dolcemente sull'orizzonte.

Lentamente e inesorabilmente consumiamo i chilometri che ci separano dalla meta, fino a riprendere i camperisti, che ci aspettano per un pit-stop con panino a Ovada, a 50 chilometri da Genova. Alla ripartenza buchiamo una gomma in meno di 200 metri; cambiamo la camera d'aria e via di nuovo. Le gambe, rilassate dalla pausa, sono ora rigidissime, e il fiato è già corto: salendo i 400 metri di dislivello del passo del Turchino, la strada, il vento e la fatica incollano le ruote all'asfalto ed annientano le nostre ultime riserve di energia. Negli ultimi chilometri di salita vado in crisi e mi tengo a ruota di Michele, che mi guida sano e salvo fino in cima. Al valico raggiungiamo una stretta galleria, e, dopo il tunnel, la luce: ci accoglie, per la prima volta, il mare, azzurro e piatto, che ci aspetta là in fondo. Ci lasciamo trasportare dalla discesa fino alla costa, dove seguiamo le coordinate del navigatore verso il campeggio, infilato sopra la città.

In mezzo al traffico scopriamo già il grande numero di palazzi, chiese e torri, tra le case o sulle colline, a testimoniare la grande storia di cui è erede questa città. Domani a mezzogiorno saremo accolti nel centro di Genova, dove verremo accompagnati nella visita ai Palazzi dei Rolli, il nostro nuovo sito Unesco. Intanto ci sistemiamo nel campeggio e, in mezzo ai turisti francesi, guardiamo la partita del Mondiale.

FINALMENTE IL MARE
TRA VICOLI E PALAZZI GENOVESI

Ci infiliamo nel traffico del lungomare, tra le macchine ferme ai semafori, fino ad arrivare in centro, dove seguiamo le indicazioni inviateci dalla responsabile della segreteria dei Musei di Strada Nuova, Fiorangela Di Matteo, pilotati alla perfezione fino al Palazzo Ducale, dove ritiriamo i permessi e la mappa del centro.

In piazza troviamo Francesca, di Radio Babboleo, che ci ferma per una breve intervista. In seguito, con le biciclette, ci portiamo davanti a Palazzo Rosso, in via Garibaldi - la "Strada Nuova" - dove incontriamo l'assessore regionale a cultura e turismo Angelo Berlangeri, l'assessore comunale allo sport Stefano Anzalone e il direttore del Palazzo Ducale e responsabile dei Palazzi dei Rolli Pietro Da Passano, con i quali scambiamo quattro chiacchiere sul viaggio, sui Palazzi e sull'UNESCO.

In seguito la conservatrice dei musei Raffaella Besta ci accompagna all'interno del Palazzo Rosso, fino in cima al tetto, a vedere la città'. Da qui si vede tutto: le colline, il porto, il mare, il centro storico medievale con campanili, torri e cupole immersi nel groviglio di case e vicoli; sotto di noi via Garibaldi traccia una linea netta tra i tetti dei palazzi. Prima di cominciare la visita vera e propria pranziamo nel ristorantino del palazzo: offre il museo, in barba alla proverbiale avarizia genovese.

Dopo pranzo Raffaella ci porta nei tre palazzi del sistema museale di Strada Nuova, palazzo Rosso, palazzo Bianco e Palazzo Tursi. Raggiunti anche dalla responsabile Tina Russo, ci facciamo raccontare la storia dei palazzi, costruiti a partire dalla seconda metà del cinquecento dalla nobiltà della Repubblica genovese, che ridisegnò completamente questa parte di città, rompendo il caotico e angusto labirinto medievale con alti e raffinatissimi palazzi, belli fuori e sfarzosi dentro. Nella ricchissima Repubblica, con questo imponente intervento urbanistico, si creava una rete di palazzi privati, che, a estrazione, avevano l'onore e l'onere di ospitare le importanti personalità in visita alla città. Nasceva così una competizione per eccellere nella regalità del trattamento, nella bellezza delle architetture e nella raffinatezza delle decorazioni, come pubblicità al blasone della propria famiglia.

Raggiungendo le vie dei palazzi, se ci si avventura per gli stretti vicoli, si è colpiti dal carattere di questa città, che nel giro di pochi passi diventa da magnifica ad orribile, passando dalla lussuosità delle facciate dei palazzi al degrado dei vicoli persi nel centro, arricchendo la città di un contrasto iperbolico che strizza l’occhio al carattere degli stessi genovesi: con loro si ride, tanto, ma quelle risate a volte lasciano un po’ l’amaro in bocca.

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TRA VICOLI E PALAZZI GENOVESI
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