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Pisa e i suoi miracoli

Lasciamo a malincuore la costa ligure, ci ricongiungiamo a Michele e ci tuffiamo nella calura e nelle bellezze toscane. A Pisa ci immergiamo nella Piazza dei Miracoli

Pisa e i suoi miracoli
DESTINAZIONE PISA

Oggi, di buon mattino, ci ricongiungiamo con Michele, reduce da una notte trascorsa alla stazione di Genova. Salutiamo Marzia, che ci porta al camper, carichi di bagagli, e partiamo verso Pisa. Dopo alcuni chilometri, usciamo dal Parco delle Cinque Terre e scendiamo verso il golfo di La Spezia. Nonostante il sole alto, la temperatura è ideale.

Dopo una breve salita tra le colline riapprodiamo in riva al mare, entrando in Toscana, accompagnati dalle Alpi Apuane, bianche, marmoree, punto di contatto tra le Alpi e gli Appennini, tra il nord ed il centro. Passiamo per il lungomare, accarezzati dalla brezza marina, facendo slalom nel rado traffico della tarda mattinata.

Dopo Viareggio lasciamo il mare e ci avviciniamo alla meta. Il nostro campeggio è a pochi minuti da Piazza dei Miracoli, il nostro nuovo sito Unesco: già passando in bicicletta vediamo spuntare tra le case il tetto del Battistero e la cima della Torre Pendente. Nel pomeriggio possiamo approfittare della piscina per fare una sguazzata, prima di immergerci tra inglesi, americani e tedeschi, davanti alle partite del mondiale di calcio.

DESTINAZIONE PISA
LA PIAZZA DEI MIRACOLI

L’indomani alle nove e mezza, davanti a Piazza dei Miracoli, ci troviamo con Serena Grazzini, dell’associazione di guide turistiche Pisatour. Sarà lei a portarci a spasso per la piazza esaurendo ogni domanda e curiosità.

La piazza del Duomo di Pisa contiene 4 diverse opere architettoniche: il Duomo, il Battistero, il Camposanto e la Torre.

Quest’ultima, non è solo pendente, ma è fatta a forma di banana: cominciata nel XII secolo, attese più di cent’anni prima di essere completata e, già in fase di costruzione, il terreno paludoso sotto le fondamenta cominciò a cedere; così gli architetti che si susseguirono, provarono a correggerne la pendenza “piegando” gli ultimi piani in modo da renderli perpendicolari al terreno.

Nell’affrontare i primi gradini perdiamo il senso dell’equilibrio, disorientati dalla curiosa pendenza della scalinata. Giunti in cima, il senso di vertigine è acuito dalla pendenza, ma la vista è fantastica: da qui si può vedere tutta Pisa, circondata dalla campagna. Davanti a noi si staglia quella che D’Annunzio definì la piazza dei miracoli, dal battistero alla cattedrale, fino al campo santo, in un percorso fisico e religioso che accompagna il fedele dalla nascita alla morte.

Ritornati a terra osserviamo più da vicino lo stile composito degli edifici della piazza. I lavori per la loro realizzazione furono avviati nel 1063 e continuarono per altri duecento anni. In questo periodo la forma dell’architettura passò attraverso lo stile romanico pisano e successivamente il gotico, con un intreccio di forme e motivi di ispirazione araba, importati nella cultura e nell’arte della città che a quel tempo era una ricca e potente Repubblica marinara.

Entriamo nel Battistero, in cui, oltre ad ammirare lo stupendo pulpito di Nicola Pisano, assistiamo ad una performance che ci sorprende. Un’impiegata del museo esegue una sorta di canto e la forma circolare dell’edificio, che con la cupola a doppia pendenza favorisce il riverbero del suono, fa sembrare di essere all’interno di un gigantesco organo. Il vocalizzo della ragazza si propaga nello spazio della chiesa per diversi secondi, scuotendo tutto l’edificio con le vibrazioni del suono.

La Cattedrale è invece enorme. Al suo interno, tra le meraviglie, c’è il pulpito in marmo scolpito da Giovanni Pisano, il figlio di Nicola, a inizio ’300, nel quale gli elementi della cristianità vengono fusi con immagini pagane ed ornati da una grande simbologia.

Il Camposanto, chiamato così perché probabilmente cosparso di terreno proveniente dalla Terra Santa, nei secoli scorsi era una delle mete privilegiate dei Grand Tour degli artisti ed aristocratici europei alla scoperta dell’Italia, per i suoi mastodontici affreschi che ne ornano le pareti. Oggi, dopo l’incendio del tetto durante la seconda guerra mondiale, si stanno lentamente riportando le opere alle loro strutture originarie, nel tentativo di ripristinare il grave danno causato nel ’44.

Dopo una giornata passata ad armeggiare con le telecamere in mezzo ai turisti siamo stanchi e ci pregustiamo la tappa di domani fino a Firenze. Sarà breve, anche se, temo, molto calda.

 

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LA PIAZZA DEI MIRACOLI
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