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Montagna d’inverno? Vietato sciare

Slons, Baby-boomers e Glam lady: ecco i nuovi protagonisti della stagione invernale. Si incontrano per cenare in rifugio, oppure nelle Spa ad alta quota. Non sapete chi sono? Leggete con attenzione, potreste essere uno di loro

Montagna d’inverno? Vietato sciare
NEVE SI', SCI NO

Montagna d’inverno sì, ma senza faticare troppo. O per lo meno accantonando sport invernali come lo sci per darsi a più rilassanti passatempi. È questa la filosofia degli “Slons”, una nuova categoria di turista. O forse è sempre esistita ma solo adesso risulta rilevante nei dati statistici turistici.

Slons sta per “Snow Lovers No Skiers”. Neve sì, sci no. E da questo presupposto si aprono le più svariate possibilità per chi, appunto, ama recarsi in montagna d’inverno e vuole godersi le cime innevate senza scarponi o sci ai piedi. Ad una prima occhiata li chiameremmo semplicemente “pigri” ma il popolo degli Slons si da un gran da fare per riempiere le giornate di attività: centri benessere, degustazioni nei rifugi, aperitivi in alta quota… Tra la comunità vengono accettati brevi percorsi con le ciaspole, giusto per digerire. L’importante è che il panorama sia innevato.

L’importante per le strutture ricettive è dotarsi degli strumenti più accattivanti per ‘catturare’ gli Slons. Lo sanno bene gli albergatori del Trentino Alto Adige, tra i più attenti, che da sempre offrono soluzioni rilassanti anche durante la stagione sciistica.

E la fetta di mercato è in continua espansione. Lo dimostra bene l’ultima analisi - presentata alla 21esima edizione di Skipass - fatta dallo “Skipass Panorama Turismo-Osservatorio Italiano del Turismo Montano”, che svolge analisi periodiche sia sul mercato del turismo che degli sport invernali individuandone le ultime tendenze. Risultato? Si stima che 780 mila italiani, nel 2015, sarebbero disposti a trascorrere una vacanza in montagna gustando i piaceri enogastronomici, lo shopping e le relazioni senza praticare alcuna attività sportiva. Eccoli, gli Slons.

Sono quindi le strutture a doversi adattare alla nuova clientela, cambiando approccio e offerte. Sì, perché stiamo parlando di un fatturato stimato di 268 milioni di euro. Un’opportunità enorme per le realtà montane. Sempre parlando di stime, c’è da dire che i dati non sono proprio incoraggianti: solo il 14% delle località sciistiche si presenterà all’appuntamento con l’imminente stagione invernale con qualche novità di rilievo sul fronte dei servizi. Le proposte più in voga per conquistare gli Slons sono le iniziative gastronomiche, pacchetti massaggi, shopping, cene in baita (spostamento in motoslitta, ovviamente).

Gli esperti hanno notato come lo sci attuale sia influenzato dai Baby-boomers, cioè gli sciatori adulti che non sono riusciti a trasmettere la passione per questo sport ai propri figli. E tra gli “Slons” e i “Baby-boomers” si inserisce un altro attore fondamentale in questa stagione invernale: la “Glam lady”, ossia una signora tra i 43 e 65 anni molto attiva in aperitivi e cene. Molto meno sulle piste.

NEVE SI', SCI NO
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