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E se i cinesi “clonano” la Vasaloppet...

Intervista a Freddy Mair, fondatore di FUNActive Tours, grande esperto di mountain bike e sci, che ha partecipato all’edizione cinese della più lunga e antica gara di sci di fondo al mondo

Fabrizio Lodi

E se i cinesi “clonano” la Vasaloppet...
Il fascino della Vasaloppet... secondo i cinesi

Ora i cinesi clonano anche la mitica Vasaloppet? Si, ma niente paura, sono gli stessi organizzatori svedesi che hanno esportato la loro creatura nel più popoloso Stato del mondo.

Per chi non lo sapesse, la Vasaloppet è una gara di sci di fondo su lunga distanza che si svolge annualmente nella regione della Dalarna in Svezia, la prima domenica di marzo. E’ la più antica, più lunga e più grande gara di sci di fondo del mondo, che richiama ogni anno oltre 15.000 appassionati. Si svolge su una distanza di 90 chilometri tra il villaggio di Salen e la città di Mora.

La gara, nata nel 1922, si ispira al percorso che il futuro Re Gustavo Vasa aveva compiuto nel 1520 prima di condurre gli svedesi a una fondamentale vittoria contro la Danimarca.

Freddy Mair, atleta a tutto tondo che ha nel suo palmares importanti affermazioni a livello internazionale sia nello sci che nella mountain bike, nonché fondatore dell'agenzia di viaggio FUNActive Tours, ha partecipato alla manifestazione “clone” cinese della Vasaloppet e ci racconta questa esperienza.

 

- Presentati ai nostri lettori: chi sei, da che sport vieni, che risultati hai raggiunto, di cosa ti occupi ora...

Sono nato e vivo a Villabassa-Niederdorf in Alta Val Pusteria, nel Sud Tirolo, in provincia di Bolzano. Nel 1988, durante il servizio militare, ho iniziato a dedicarmi agonisticamente alla mountain bike facendo parte del gruppo sportivo dell'Arma dei Carabinieri. Da allora fino al 1998, quando ho lasciato l’attività agonistica, sono stato più volte selezionato nella rappresentativa italiana della Coppa del Mondo, ho vinto vari titoli di campione italiano e conquistato più volte il “Kenia MTB Rally”.
Nel 1995 ho partecipato alla famosa prima edizione della “Crocodile Trophy” in Australia concludendo la gara al terzo posto. Sempre nel 1995 ho elaborato il duro e spettacolare percorso della “Dolomiti Superbike”, che nel corso degli anni è diventato un evento sportivo di grande importanza.
Nel 2002 ho fondato la Funactive Tours, agenzia di viaggio specializzata in proposte di outdoor sportivo.

- Come ti è venuto in mente di partecipare alla Vasaloppet China?

Avevo partecipato già a quattro edizioni della manifestazione svedese e, visto che gli stessi organizzatori avevano messo in piedi questa edizione-copia cinese, mi incuriosiva andarla a provare. Così con altri tre amici siamo partiti per una decina di giorni.

Vorrei dire che esiste un circuito di Granfondo mondiale di sci nordico in cui ora sono entrati nuovi Paesi come l'Argentina, la Cina appunto, l'Islanda, la Nuova Zelanda. A febbraio vorrei partecipare alla prova polacca di questo challenge.

- In che parte della Cina si è svolta la manifestazione?

Eravamo a Chancung, una città di circa 8 milioni di abitanti che si trova a 800 chilometri a nord di Pechino. Siamo arrivati in volo appunto a Pechino e dà lì ci siamo spostati nel luogo dell’evento: all'andata abbiamo viaggiato in aereo, al ritorno in treno.

- Che differenze hai trovato rispetto alla Vasaloppet "originale"? Quante persone erano al via?

E' una prova molto più piccola con circa 600 partecipanti, meta cinesi, metà stranieri. E' più corta, 50 chilometri, e si svolge in un grandissimo parco ai margini della città e quindi anche il paesaggio è molto diverso rispetto alla prova svedese. Eravamo circondati da boschi a soli 300 metri sul livello del mare. Abbiamo gareggiato su neve artificiale ma faceva freddissimo, in questo periodo dell'anno la temperatura di notte scende sempre intorno ai -20 gradi. Io mi sono piazzato a metà classifica.

- Lo sci di fondo è uno sport in crescita in Cina?

Diciamo che lo stanno spingendo molto. In questo parco enorme in cui abbiamo gareggiato, un ex territorio un tempo occupato dai giapponesi, ogni anno circa 600mila (!) studenti fanno dei corsi di sci fondo... Non per niente i cinesi in gara sono giunti secondi e terzi. Però, ha vinto uno svedese.

- Che impatto ti sembra abbiano i cinesi con questo genere di manifestazioni? Sono preparati tecnicamente o... improvvisano?

L'organizzazione era standardizzata su quella svedese, diciamo che i cinesi tengono molto allo show, alla presentazione e alle premiazioni che durano tanto. Certo, hanno ancora delle difficoltà a capire lo spirito di manifestazioni come queste, anche se comunque era la tredicesima edizione.

- Un’esperienza che consiglieresti?

Sì, secondo me è una occasione ideale per visitare magari Pechino e poi vivere questa esperienza sportiva. Ti offre una chiara idea di come questo Paese sia in fortissima crescita economica, di come il paesaggio e le città vengano continuamente modificate!

- Di solito pensiamo ai cinesi come un popolo sempre impegnato a lavorare... In realtà con il miglioramento dei loro livelli economici troveranno sempre più tempo per viaggiare e fare sport. Si tratta di un potenziale grande mercato per questo genere di attività?

Ad oggi direi molto marginalmente, perché le persone che viaggiano ancora non hanno in testa l’outdoor: praticano un turismo di tipo classico, magari quello sportivo verrà sviluppato fra qualche anno. Certo, qualche nicchia c'è ma la massa ancora non ha potenziato questo tipo di sensibilità.

Il fascino della Vasaloppet... secondo i cinesi
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