• Bici strada

Italia su due ruote

Dopo gli 'Stati Generali della mobilità nuova', allo studio politiche nazionali e locali per rendere le nostre città “bike friendly”. Con il traino di ministri in bicicletta e il buon esempio di Bologna

Redazione

Italia su due ruote
CICLO-MINISTRI AL LAVORO...

Italiani, popolo di pedalatori. Per passione, per sport o per turismo. Con una buona dose di ostinazione, soprattutto nelle città dove i bikers abituali non sempre hanno vita facile.

Se l’aspirazione alla bici urbana non trova ancora efficaci politiche amministrative, il fermento continua a serpeggiare, anche sui sanpietrini di Roma, spinto dalla passione di alcuni “big” fra le alte cariche.

L’ultimo esempio arriva dal Governo. A ruota del sindaco Ignazio Marino, si vede adesso il neoministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, ciclista di vecchia data. Nel giorno dell’insediamento ha scelto di salire in sella e, andando contromano, ha sconfessato di fatto il suo predecessore, Maurizio Lupi, che a settembre ha stoppato la norma sul cosiddetto "controsenso ciclabile".

Piedi e bici sono due mezzi eccezionali”, ha spiegato con un sorriso Delrio, prima di sfrecciare via su una bici a pedalata assistita.

Non c’è dubbio: è un nuovo corso, a colpi di pedale. Con la prospettiva di spostarsi per le vie della città in libertà, dribblando in scioltezza le code delle auto e il tempo perso per cercare un parcheggio. Anche in una città come Roma dove - secondo gli ultimi dati - ogni automobilista passa in media 93 ore l'anno incolonnato.

Una migliore qualità di vita, una migliore capacità di impossessarci del nostro tempo e della nostra comunità arriverà proprio dalla promozione della bicicletta”, aveva detto Delrio nel 2012, quando era sindaco di Reggio Emilia, aprendo gli Stati generali della bicicletta.

Oggi, da ministro, ha inviato questo messaggio agli Stati generali della mobilità nuova di Bologna: "Con tenacia continuo a insistere a spostarmi da casa al lavoro, a Porta Pia, con la bicicletta e, dalle reazioni stupite o ironiche, ho capito che la strada davanti è ancora lunga prima che le nostre comunità si abituino a considerare i piedi, le due ruote e i mezzi pubblici come i mezzi di locomozione intelligente".

La strada è tracciata: “Bisogna declinare in azioni concrete le parole chiave sicurezza, innovazione, mobilità intelligente. Già nell’Allegato Infrastrutture al Def abbiamo sottolineato che le procedure e la pianificazione normali sono la via giusta e abbiamo inserito in maniera massiccia le opere di mobilità metropolitana sostenibile".

CICLO-MINISTRI AL LAVORO...
LA CARTA DI BOLOGNA

L’incontro di Bologna si è chiuso con la richiesta al Governo di: un piano nazionale per la mobilità urbana, l'impegno a riprendere l'iter d'approvazione della riforma del Codice della Strada, la nascita dell’ ”Associazione per la mobilità nuova” che riunisce i Comuni più virtuosi e ciclabili in un’alleanza che dà forza all’azione della Rete Mobilità.

Le priorità segnalate dai cinque tavoli di lavoro (città, spazio pubblico, sicurezza, infanzia e turismo) confluiranno presto nella “Carta di Bologna”, documento programmatico per reindirizzare le politiche nazionali, regionali e locali in materia.

Tra i suoi contenuti: obbligare i Comuni a portare sotto il 50% la quota di spostamenti individuali in auto nel territorio; cambiare il Codice della strada introducendo il limite dei 30 km orari nei centri urbani; vincolare alla realizzazione di opere per il trasporto pubblico locale, pendolare e non motorizzato almeno il 50% della spesa nazionale e regionale destinata alle infrastrutture per la mobilità; prevedere incentivi di natura fiscale per le aziende che promuovono l'utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta per gli spostamenti casa lavoro; adottare il sistema Isa (Intelligent speed adaption) come standard di sicurezza per il controllo e la limitazione della velocità delle automobili.

In linea con Delrio, nell'ultima giornata degli Stati generali a Bologna, si è espresso anche il viceministro delle infrastrutture, Riccardo Nencini. Riguardo agli investimenti su ciclabili e cicloturismo, ha spiegato che "ci sono pezzi di provvedimenti legislativi ma bisogna organizzarli meglio. Ne parliamo sia nella nuova legge delega del codice della strada sia al ministero dell'ambiente, dentro il nuovo disegno di legge sul trasporto pubblico locale prevedendo all'interno i nuovi piani urbanistici per la mobilità debole".

Guardando all’estero, il ritardo è innegabile e “bisogna correre”. Nencini riconosce che “i nuovi piani urbanistici solo molto di rado prevedono piste ciclabili. Nell'uso della bici oscilliamo dalla punta massima di Bologna, intorno dell'8%, al minimo di Cagliari, ferma allo 0,7%, cioè nulla. Le auto ancora vengono usate per il 70%, i treni per il 10. Questo ci obbliga a correre e a farlo molto in fretta”.

Bologna continua a fare da apripista. La città si doterà, entro l'anno, di un “bici-plan”, un piano regolatore per promuovere l'uso della bicicletta negli spostamenti urbani, non solo con segnaletica, itinerari e piste ma anche con azioni di marketing e comunicazione per invogliare a pedalare sia i residenti sia i turisti.

"Bologna - spiega il sindaco Virginio Merola - ha avuto in tre anni un incremento del 30% dei ciclisti e oggi il 10% degli spostamenti urbani avviene in bicicletta. Vogliamo crescere ancora, perché pedalare non solo è salutare e fa bene all'ambiente, ma molto spesso è anche il modo più veloce per spostarsi".   

C'è un bando, promosso dall'Urban Center, in scadenza il 7 maggio, per individuare il soggetto tecnico che si occuperà del progetto. Poi si chiederà ad associazioni e cittadini di contribuire al bici-plan.

Missione collettiva: far diventare Bologna una città ancora più amica della bicicletta. Al passo con l’Europa, senza sfigurare con Copenaghen o Berlino, da sempre a misura di ciclista.

 

INFO:
www.statigeneralimobilitanuova.it

LA CARTA DI BOLOGNA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TAGS

COMMENTI

PER INSERIRE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO



Non sono stati scritti ancora commenti su Italia su due ruote. Scrivi tu il primo commento su Italia su due ruote

VACANZATTIVA PORTAL