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Roma, ecco la superciclabile urbana

Un anello ciclopedonale di 44 km all’interno della Capitale. E’ il “Grande Raccordo Anulare delle Bici”, progetto slow cost che farà dell’Urbe un polo attrattivo unico per cicloturisti e trekkers urbani

Redazione

Roma, ecco la superciclabile urbana
TUTTI IN BICI NELLA CITTA' ETERNA

Roma avrà la ciclabile urbana più lunga del mondo. Si tratta del GRAB, il “Grande Raccordo Anulare delle Bici”, un  progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclopedonale della Città Eterna di 44,2 km, che si sviluppa completamente all’interno della città.

L'obiettivo è quello di liberare la Capitale dalle sabbie mobili che la relegano al 55° posto tra le città più ciclabili d'Italia: con la pista urbana più lunga del mondo, Roma si candiderebbe con forza a diventare uno dei poli di attrazione principali per tutti gli amanti del cicloturismo.

Dall'Appia Antica al Vaticano, dalla ‘street art’ del Quadraro e di Torpignattara, passando per il Circo Massimo, i grandi parchi romani e i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone: le pietanze sul menù dei visitatori su due ruote sono pressoché infinite.

 

I coordinatori del progetto, Alberto Fiorillo di Legambiente e Marco Pierfranceschi di VeloLove, hanno spiegato che: "E’ un’infrastruttura leggera, low cost e ad alta redditività economica e culturale, un richiamo per nuovi turismi, dai ciclo-viaggiatori agli amanti del trekking urbano. Il percorso individuato, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 km, il 72,2% del tracciato). Altri 3,6 km (8,1%) si sviluppano su marciapiedi che possono facilmente accogliere una ciclabile".

Complessivamente, dunque, l’80,3% del GRAB allo stato attuale è già pronto e pedalabile in sicurezza. Altri 6,8 km (15,4%) interessano strade secondarie e a bassissima intensità di traffico. Solo 1.900 metri sono congestionati da un intenso flusso di veicoli motorizzati. Una volta ricuciti tra loro questi lunghi segmenti, già oggi facilmente percorribili dai bikers, la Capitale e il Paese avranno un grande corridoio verde.

Secondo una prima stima dei costi, elaborata sul disegno attuale del percorso, la versione basica costa circa 500mila euro, mentre per una ciclovia dall’alto contenuto turistico il costo stimato è compreso tra i 2 e i 4 milioni di euro. In seguito si potranno valutare anche interventi assai più rilevanti, come la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale per evitare l’attraversamento di un’arteria a grande scorrimento (via Palmiro Togliatti) e collegare il GRAB alla ciclopista già esistente al centro della carreggiata.

 

Il GRAB si connette a percorsi ciclabili esistenti (come la ciclopista del Tevere) o a percorsi ciclopedonali all’interno di ville e parchi che fanno salire l’estensione totale degli itinerari pedalabili senza soluzione di continuità a circa 200 chilometri. Si presta insomma in futuro a essere esteso fino a diventare rete, stimolando da subito i cittadini all’uso della bici. Peraltro già oggi il GRAB, in poco più di un’ora e praticamente senza incrociare automobili, porta chi pedala dalla periferia al centro, da est a ovest (da Montesacro all’Isola Tiberina ad esempio) o da nord a sud (dalla Salaria a Piramide).

Il GRAB potrebbe poi dare l'opportunità di ricongiungere fisicamente anche alcune periferie dove il raccordo delle bici potrebbe aprire la strada alla nascita di servizi per il cicloturismo o valorizzare anche tra i turisti stranieri le affermate esperienze di ‘street art’ nate spontaneamente in alcuni quartieri.

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