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Cicloamatori: arriva la “tassa sul sudore”

Dal 1° gennaio chi partecipa a gare amatoriali FCI (e non è tesserato) deve acquistare la Bike Card e pagare 25 euro l’anno alla Federazione. Scoppia la polemica

Fabrizio Lodi

Cicloamatori: arriva la “tassa sul sudore”
BIKE CARD: E' SUBITO BUFERA

E’ stata subito ribattezzata dal web la “tassa sul sudore”. Promulgato a fine anno, il nuovo balzello continua a far discutere il mondo delle due ruote a pedale.

Dal 1 gennaio 2018, infatti, i cicloturisti devono pagare obbligatoriamente un canone di 25 euro l'anno alla FCI (Federazione Ciclistica Italiana) per ottenere una Bike Card, necessaria per poter partecipare a gare ciclistiche amatoriali organizzate da FCI, ACSI o UISP. Un costo che grava solo sui ciclisti non tesserati ad uno di questi tre enti.

La ‘tassa’ sembra nascere dal fatto che la Federciclismo ha un deficit di bilancio superiore ai 2 milioni di euro, come da fonte dello stesso Coni, e questa mossa avrebbe l’obiettivo di risanarlo.

Attualmente gli eventi amatoriali cicloturistici passano attraverso 19 Enti di Promozione Sportiva (EPS), riconosciuti e autorizzati dal Coni. Gli EPS rilasciano centinaia di migliaia di tessere dietro presentazione di un certificato medico e, finora, bastava essere tesserato con uno di questi enti per partecipare agli eventi di tutte le associazioni.

Un metodo che ora dovrebbe essere integrato dalla Bike Card che, però, non prevede nessun tipo di copertura assicurativa, che dovrà continuare ad essere fornita secondo le modalità attuali, né alcun altro servizio particolare. Cosa che, per uno sport ad alto livello percentuale di incidenti, lascia perplessi. Insomma, esclusi Uisp e Acsi (che hanno siglato un accordo privato) gli altri enti dovranno vendere ai loro soci anche la Bike Card per farli ammettere alle corse.

La mossa della FCI ha alzato subito un polverone. Il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, difende così la scelta: "Ma quale tassa, la nostra è un'iniziativa politica per combattere chi ci fa concorrenza sleale con i contributi pubblici. I soldi serviranno a gestire servizi comuni come la giustizia sportiva. Non raccoglieremo più di 70-80 mila euro. Chi non vuole acquistare la Bike Card abbandoni gli enti e si tesseri direttamente con noi: siamo i più seri. La Bike Card offrirà comunque anche dei servizi. Quali? Ci penseremo. L’ha fatto l’atletica, possiamo farlo anche noi".

Ecco, magari al momento dell’approvazione della tassa si poteva pensare a quali servizi questa Bike Card darà accesso ai suoi possessori, almeno per giustificarne il costo...

BIKE CARD: E' SUBITO BUFERA
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