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"Il cicloturismo, una grande risorsa"

Intervista a Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB. “Bisogna puntare su progetti di lunga gittata che creino reti europee di ciclovie. Anche le città devono adattarsi a chi pedala”

Fabrizio Lodi

"Il cicloturismo, una grande risorsa"
UN' ITALIA CHE PEDALA

I numeri ce lo dicono senza dubbi: il cicloturismo cresce nelle zone più vocate e attrezzate ma anche in zone fino a ieri impensabili, come per esempio Roma”.

E’ quanto afferma Giulietta Pagliaccio, presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab), che abbiamo sentito a seguito dello stanziamento di 91 milioni di euro in tre anni previsti dall’ultima Legge di Stabilità per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche.

Vale la pena ricordare che questi fondi hanno come priorità il tratto della Ciclovia del Sole Verona - Firenze, il percorso Venezia - Torino lungo il Po, la Ciclovia dell'Acquedotto pugliese e il GRAB (Grande Raccordo Anulare per le biciclette), 44 km per collegare Colosseo, Appia Antica, parchi e sistema fluviale della Capitale con i quartieri di nuova costruzione. (Leggi l'articolo: "Ciclovie, nuove strade per l'Europa")

 

Presidente, cosa ne pensa di quanto disposto dalla Legge di Stabilità? Si tratta di interventi che vanno nella giusta direzione?

Le risorse economiche messe a disposizione sono per interventi puntuali e specifici, scelti fra quelli con un livello progettuale già molto avanzato. L’importanza di questi fondi non risiede solo nella loro entità ma nel fatto che hanno un ‘effetto volano’ e moltiplicatore, mettendo in circolo nuove idee e una sorta di gara a voler proporre nuovi progetti legati alla viabilità per le due ruote.

Quali sono i prossimi step da fare?

Sicuramente mettere in rete i vari tratti con gli altri, creando una continuità viaria sia in Italia che in Europa. Bisogna pensare a interventi di lunga gittata, come quelli di Eurovelo o Bicitalia. Nel tempo, dunque, bisognerà intervenire in tutti quei tracciati che completano la rete.

Si parla di percorsi extraurbani, le città sono un po’ dimenticate?

Si è vero, invece le città devono diventare a misura di pedale, cosa che invece è ancora lungi dall’essere. Anche lo stesso progetto del GRAB ha come punto debole la mancanza di percorsi radiali che portino dal raccordo al centro città.

I ciclisti continuano ad essere visti non di buon occhio dagli altri utenti della strada e spesso diventano vittime designate…

Bisogna che cambi la percezione dei non-ciclisti verso chi si sposta sui pedali: c’è un nuovo utente che l’automobilista spesso percepisce come estraneo… Servirebbe un cambiamento culturale - e questo è anche il lavoro della Fiab - magari promuovendo una campagna istituzionale. Sarebbe utile per far capire che le strade delle città possono essere usate da nuovi utenti.

Il cicloturismo rappresenta anche una notevole opportunità per il turismo?

Certamente! Anche i territori e la loro ricettività alberghiera devono adeguarsi a questo nuovo settore che si sta sviluppando. Così come si accolsero decenni fa i turisti in auto creando infrastrutture adeguate e servizi, così dovrà avvenire per accogliere e invogliare i cicloturisti, offrendo servizi lungo i percorsi e nelle città, permettendo loro di lasciare la bici in luoghi sicuri, sia nel pubblico che negli alberghi. Il vantaggio sarebbe quello di poter sfruttare un turismo destagionalizzato che permette di allungare i periodi di apertura delle strutture.

Mi auguro solo che si vada avanti lungo la strada appena intrapresa, senza che la burocrazia crei eccessivi intoppi.

<<< LEGGI L'ARTICOLO: "CICLOVIE, NUOVE STRADE PER L'EUROPA" >>>

UN' ITALIA CHE PEDALA
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