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LA FIAB LANCIA IL PROGETTO “AIDA”

Ricorda l’opera di Giuseppe Verdi e punta a diventare un itinerario ciclistico unico nel Nord Italia: da Susa a Trieste, 900 km tra aree naturali e città. Per il completamento c’è da attendere

Redazione

LA FIAB LANCIA IL PROGETTO “AIDA”
UNA CICLOVIA CHE "UNISCE" IL NORD ITALIA

Unire le città del Nord Italia tramite una ciclovia in grado di garantire sia un “nastro” sicuro per il cicloturismo ma anche per gli spostamenti cittadini giornalieri. E’ quanto si propone la Ciclovia Alta Italia D’Attraversare (AIDA), un progetto promosso dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab) che sta muovendo i primi passi e vuole diventare un itinerario molto frequentato per le sue caratteristiche e per ciò che di bello può offrire lungo i suoi 900 chilometri, che si dipanano dal Moncenisio fino a Trieste, dal Piemonte fino al Friuli Venezia Giulia passando per la Lombardia e il Veneto.

L’acronimo AIDA evoca, ovviamente, la musica di Giuseppe Verdi ma anche un passaggio lento e a basso impatto ambientale. Un altro obiettivo della ciclovia è quello di unire i tanti percorsi ciclabili ora slegati e diventare una specie di dorsale cicloturistica, un corridoio a pedali tra la Francia e l’Istria che attraversa ben nove siti Unesco e aree naturali di grande interesse paesaggistico come il Lago di Garda e il Parco del Ticino.

Si tratta di un itinerario per lo più pianeggiante, che si sviluppa a nord della Ciclovia VenTo (Venezia-Torino) e vuole essere un percorso complementare e alternativo a quello lungo il Po.

Michele Cremonesi, vicepresidente di Fiab Ciclobby Milano, è il coordinatore del progetto: “Studiando il tracciato ci siamo accorti che c’è già una forte domanda che insiste su questo percorso: il cicloturismo in città d’arte, la mobilità locale in bicicletta, infrastrutture leggere ciclabili di qualità. Con AIDA vogliamo dare il là alle città e far capire che il cicloturismo è una risorsa strategica su cui investire”.

UNA CICLOVIA CHE "UNISCE" IL NORD ITALIA
UNA PEDALATA TRA CITTA', AREE NATURALI E SITI UNESCO

I punti di interesse lungo i 900 chilometri dell’itinerario sono moltissimi. Si parte dalla Sacra di San Michele in Val di Susa, poi la Gran Madre a Torino (insieme con la Mole e il Museo Egizio) e la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Lungo il Canale Cavour si attraversano risaie e si raggiungono Vercelli e Novara; ci s’immerge nel Parco del Ticino e s’imbocca il Canale Villoresi fino a Milano, con Piazza Gae Aulenti, l’Arco della Pace, il Cenacolo di Leonardo attraversando sulle due ruote a pedali il centro della città. Si segue la Martesana e si tocca Brescia, si raggiunge il Lago di Garda per arrivare a Verona.

Seguono le altre città venete e le Ville Palladiane sullo sfondo: Vicenza, Padova, Venezia. Treviso, con la sua Ciclabile del Sile. Il Friuli Venezia Giulia offre un paesaggio più aspro: da Pordenone a Udine, proseguendo lungo il Carso per arrivare a Trieste.

Per il completamento della Ciclovia Aida bisognerà aspettare ancora diversi anni, la Fiab ha realizzato perlustrazioni in bici per creare una traccia gpx e testare la fattibilità. L’itinerario è stato approvato dal Comitato Tecnico Bicitalia, sono stati fatti due road-show interregionali ed è stato avviato il dialogo con il Ministero dei Trasporti per la pianificazione e per candidare Aida ad entrare nel sistema delle Ciclovie Nazionali.

Secondo le previsioni dei promotori, l’itinerario unirà diversi tracciati ciclabili già esistenti ponendosi anche come corridoio di mobilità dolce tra aree assai popolate e intersecando la Via Francigena e altri percorsi.

UNA PEDALATA TRA CITTA', AREE NATURALI E SITI UNESCO
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