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LA BICICLETTA? UN MOLTIPLICATORE DI ECONOMIA, SALUTE E QUALITA’ DELLA VITA

E’ il dato emerso nel corso del Primo Forum Nazionale sulla Bike Economy, svoltosi a Roma. Un mercato che solo in Europa vale 200 miliardi di euro. La grande crescita del cicloturismo.

Fabrizio Lodi

LA BICICLETTA? UN MOLTIPLICATORE DI ECONOMIA, SALUTE E QUALITA’ DELLA VITA
TUTTI I VANTAGGI DELL'ANDARE IN BICI

La bicicletta come una sorta di “moltiplicatore keynesiano” e non solo dal punto di vista economico ma anche della salute personale e della qualità della vita collettiva.

E’ questo il dato più forte emerso nel corso del Primo Forum Nazionale sulla Bike Economy, svoltosi al museo Maxxi di Roma il 18 e 19 novembre, alla forte presenza di esperti del settore e appassionati.

Ad organizzare l’evento, dedicato all’inarrestabile ascesa dell’economia che si muove sulle due ruote a pedali, è stata la Fondazione Manlio Masi con la collaborazione di Bicitaly ed il contributo di agenzie specializzate, quali Acciari Consulting e Be Creative Business. Da segnalare anche la partecipazione di Autostrade per L'Italia, Editalia, Touring Club, RCS Sport e di campioni del passato come Chiappucci, Cassani e Gimondi.

I dati emersi confermano in pieno la tesi proposta dal BikEconomy. Ecco alcuni esempi numerici molto chiari: la bicicletta nel Vecchio Continente vale 200 miliardi di euro e impiega oltre 70.000 lavoratori, con un’occupazione che in rapporto è di quattro volte superiore quella dell’industria dell’automobile.

Se nelle città europee si pedalasse come a Copenhagen, dove il 26% degli spostamenti avviene sui pedali, si creerebbero circa 76.000 nuovi posti di lavoro nel settore “green”.

Secondo l’Oms, usare la bici fa risparmiare 110 miliardi di dollari in spesa sanitaria e tre miliardi a livello di riduzione dell’inquinamento.

Il Belpaese vive al riguardo una grande contraddizione: ha una domanda interna bassa, ma è il leader europeo nella produzione di bici e componenti, con oltre 8mila addetti. Il bikesharing ha dato impulso al settore in questi ultimi anni con 414 servizi in tutta Europa di cui 21 in Italia.

Secondo Beniamino Quintieri, presidente della Fondazione Manlio Masi: «Solo la produzione e la vendita di biciclette e accessori nel Vecchio Continente ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro l'anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro. Il potenziale per l’Italia è enorme, la bici rappresenta una grande opportunità per valorizzare il Paese anche dal punto di vista turistico ed artistico, nonché la nostra innovazione nel settore».

Coordinatore delle iniziative di Bicitaly e ideatore del Forum è l’avvocato Gianluca Santilli: «Pedalare consente di guardarsi attorno con calma e ‘annusare’ con curiosità. Pedalando ho scoperto cosa muovono i due pedali: aiutano a star bene, a prevenire tante patologie, fanno gustare il turismo lento, intenso, suggestivo e lo arricchiscono, ti portano da casa al lavoro senza alcun costo e impatto acustico, non sporcano né inquinano, eliminano la morsa del traffico, fanno godere le bellezze delle città, dando qualità e tempo alla giornata, stimolano tecnologie innovative, muovono produzioni industriali, permettono di cambiare città in ‘smart cities’. È appunto la bikeconomy».

TUTTI I VANTAGGI DELL'ANDARE IN BICI
IL 1° RAPPORTO SULLA BIKECONOMY

Il Forum è stato la vetrina per presentare il 1° rapporto sulla Bikeconomy, realizzato dalla Fondazione Manlio Masi.

Ne emerge che, per quanto riguarda gli spostamenti su brevi distanze, quelli con veicoli a motore sono i meno efficienti sotto il profilo dell’utilizzo di carburante e generano il massimo livello di inquinamento per chilometro rispetto ai viaggi su lunghe distanze. Basterebbe percorrere in bici 5 chilometri al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni dei trasporti in Europa.

Sul fronte dei costi, spostare un maggior numero di persone verso l’uso della bicicletta è molto meno costoso che mettere su strada centinaia di auto elettriche. Con un aumento, a livello mondiale, dei viaggi su due ruote fino all’11% del totale dei trasporti per il 2030 e fino a 14% per il 2050 si potrebbero far risparmiare alla società circa 24 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2050, valutando l’utilizzo di carburante, l’emissione di CO2 ed i costi diretti del mezzo di trasporto.

Nel rapporto si ricorda inoltre che i costi totali dell’assistenza sanitaria collegati all’inattività fisica rappresentano cifre considerevoli. In uno studio statunitense è stato stimato siano compresi tra il 24,3 e i 32 miliardi di dollari, tra il 2,4 e il 3,7% dei costi totali dell’assistenza sanitaria.

Sull’incidenza dell’uso della bici sulle spese sanitarie, l’Oms ha valutato in 110 miliardi di euro per l’Europa il risparmio dovuto all’incremento dell’uso delle due ruote. È stato inoltre stimato che un anno di bicicletta, considerando 2.590 chilometri pedalati in media, aumenti l’aspettativa di vita di 0,025 anni. Inoltre in uno studio fatto nella città di Barcellona, si è arrivati a stimare che, sostituendo il 40% dei viaggi in automobile con la bicicletta, si conterebbero 66,12 morti in meno ogni anno.

La ciclabilità fa bene anche all’economia domestica: secondo l’Istat, passare dall’auto alla bicicletta per recarsi al lavoro significa risparmiare dal 16-20% del proprio stipendio.
Secondo il Ministero dei Trasporti francese, ogni milione di euro investito sulla mobilità ciclabile genera 10 posti di lavoro contro i 2,5 posti nel settore automobilistico.

Il Libro Bianco dei Trasporti realizzato da Confcommercio nel 2012 valuta che la congestione stradale nella sola Italia sia responsabile della perdita di oltre 50 miliardi di euro all’anno, pari al 3% de Pil nazionale. A Torino ci sono 640 auto ogni 1.000 abitanti. Nell’Europa della zona Euro la media e di 420 auto ogni mille abitanti.

IL 1° RAPPORTO SULLA BIKECONOMY
LO SCONFORTANTE CONFRONTO TRA AMSTERDAM E ROMA

Nel corso del dibattito sono stati messi a indiretto confronto i casi di Amsterdam e di Roma. Forse non tutti sanno che la città olandese negli anni ’70 era assolutamente congestionata dal traffico con livelli altissimi di inquinamento. La classe politica dell’epoca ebbe il coraggio di mettere in atto un rivoluzionario “Master Plan” che praticamente ‘costrinse’ gli abitanti ad abbandonare le auto e a scegliere le bici. E da quel momento le scelte nel corso dei decenni sono andate tutte in quella direzione.

Il paragone con Roma è stato quindi demoralizzante: qui la classe politica fece, e continua a fare, scelte che sono andate tutte a vantaggio delle quattro ruote, forse dettate anche dalla presenza fortissima di grandi case automobilistiche. Basti pensare che negli anni ’70 Roma aveva la più estesa rete di filobus di tutta Europa. Fu completamente, e inspiegabilmente, smantellata…

Ora la nuova speranza si chiama GRAB (Grande Raccordo Anulare per la Bicicletta), una ciclovia di 40 chilometri con progetto già approvato, un percorso archeologico-turistico nella Città Eterna. Speriamo non resti solo sulla carta…

 

IL FENOMENO CICLOTURISMO

Il cicloturismo è un fenomeno in crescita in tutta Europa che muove 44 miliardi di euro e ha un indotto stimato tra i 110 e i 350.000 euro per ogni chilometri di ciclabile turistica (Eurovelo). Le mete europee più gettonate? Francia e Austria. L’Italia, pur rappresentando una meta potenzialmente molto ambita, sconta la mancanza di infrastrutture e servizi.

Secondo i dati della Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club (ADFC) - la federazione tedesca che promuove l’uso della bici - nel 2009 circa 4,9 milioni di tedeschi hanno effettuato una vacanza in bici dormendo fuori almeno una notte. In Germania il settore bici ogni anno genera 16 miliardi di euro e occupa a tempo indeterminato circa 300.000 addetti.

Proprio per intercettare questo tipo di turismo, l’UE ha sviluppato il progetto EuroVelo, una rete di vie ciclabili che comprende 12 percorsi su lunghe distanze che coprono 66.000 chilometri, di cui circa 45.000 già realizzati, con 4 itinerari che toccano l’Italia.

Anche in Italia qualcosa si muove: tra i progetti che si stanno sviluppando c'è “Vento”, 679 chilometri ciclabili lungo gli argini del Po, con l’obiettivo di generare un flusso cicloturistico di almeno 300.000 utenti l'anno. In attesa che si compia il già citato GRAB romano.

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LO SCONFORTANTE CONFRONTO TRA AMSTERDAM E ROMA
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