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L' arte del "Trail Building"

Progettare, realizzare e mantenere i sentieri, "modellarli" per la mountain bike o per le escursioni a piedi. Marco Angeletti di Emissioni Zero ci racconta il Trail building e la sua valenza turistica

Marco Trabucchi

L' arte del "Trail Building"
ESSERE "TRAIL BUILDER"

Il boom della mountain bike è sotto gli occhi di tutti: i sentieri italiani non sono mai stati così affollati di “biker”, tanto che molte località turistiche hanno aperto alle due ruote sia dal punto di vista escursionistico che gravity. L'esempio più fulgido è quello di Finale Ligure, presa d'assalto da “biker” provenienti da tutta Europa, tutto l'anno, grazie ad una rete di sentieri vastissima, capace di accontentare tutti, dall'esperto al neofita.

Così, attraverso lo sport outdoor, in questo caso la Mtb, si può destagionalizzare il turismo. Molte località in questo hanno tanto lavoro da fare: in primis, rendere appetibili i sentieri, tenerli puliti, fare manutenzione e, spesso, agevolare i biker attraverso la costruzione di strutture poco impattanti. 

L'improvvisazione era la regola in questo settore, quello del “Trail building”. Almeno fino ad ora, perché giorni fa l'associazione Emissioni Zero e Valceresio Bike, molto attive nel varesotto, hanno annunciato l’avvio del workshop sul “single track sostenibile” per mountain bike, che si terrà il 31 Gennaio a Cavagnano, in provincia di Varese.

Una  giornata all'insegna dell'apprendimento delle nozioni e delle tecniche base per la progettazione e la realizzazione di sentieri "single track sostenibili" per mountain bike.

Ne abbiamo parlato con Marco Angeletti, presidente di ADS Emissioni Zero e trail builder entusiasta. 

 

Che cosa fa nello specifico un trail builder?

In poche parole valuta, progetta, realizza e mantiene sentieri. Nel nostro caso specifico per mountain bike ma magari anche per l’escursionismo a piedi.
È importante sapere - e capire - che il trail builder non è solamente colui che realizza piste per la mountain bike downhill, così come è importante sapere - e capire - che zappare terra a caso, costruire salti e passerelle, spostare foglie e via dicendo, non fa di noi dei trail builder.

Come si inserisce un trail builder nella tutela del territorio?

Per prima cosa, attraverso la collaborazione ed il dialogo con le Istituzioni e le amministrazioni locali. Successivamente, attraverso il recupero, lo sviluppo e la pulizia di sentieri già esistenti e magari inutilizzati. L’Italia è un Paese ricchissimo di sentieri: negli anni i pastori, gli agricoltori, i soldati, i contrabbandieri e via dicendo hanno creato una rete infinita di sentieri, molti dei quali oggi sono ancora in uso, ma altrettanti sono abbandonati e basterebbe veramente poco per recuperarli.

Un T.B. deve essere autorizzato per modellare i sentieri?

Sempre. La prima “regola” da seguire è “parla”, quindi chiedere sempre l’autorizzazione prima di iniziare a fare qualsiasi cosa. Che sia il proprietario di uno o più terreni o siano le amministrazioni o gli enti locali, dobbiamo sempre chiedere il permesso per fare, altrimenti si diventa abusivi… ed è quello che nessuno di noi vuole.

Non è un lavoro che spettava al CAI?

Beh, credo che il CAI lo faccia ancora oggi, sia per l’escursionismo a piedi che per la Mtb. Alcuni gruppi di bikers italiani che si occupano di manutenzione, recupero e realizzazione di sentieri per Mtb sono membri delle varie sezioni del CAI italiane.

ESSERE "TRAIL BUILDER"
I SENTIERI SOSTENIBILI PER LA MOUNTAIN BIKE

Quei percorsi possono poi essere usufruiti anche dai trekker?

Dipende. Molti dei percorsi “disegnati” appositamente per le Mtb no, come per esempio quelli che vengono realizzati all’interno dei bike park. Altri percorsi, invece, come anche il single track sostenibile IMBA, prevedono per esempio la condivisione dei sentieri anche con chi pratica l’equitazione.

Come si crea sinergia tra gli enti territoriali e le associazioni come la tua?

Bella domanda! Ci vuole tanta pazienza, tanta costanza, tanta voglia di fare senza chiedere troppo e… bisogna saper formulare le proprie richieste nel modo giusto. Gli enti e le amministrazioni locali sono molto sensibili alla tutela e allo sviluppo del proprio territorio e la mountain bike è uno sport molto giovane in Italia che troppo spesso agli occhi delle persone viene visto come “la bicicletta per scavezzacolli che vanno fuori strada”.

In Italia la Mtb sta facendo il boom, penso a località come Finale Ligure che mai come in questo periodo sono piene di biker, anche stranieri. Pensa che la Mtb sia un buon viatico per il turismo? E a livello territoriale, quali sono i benefici dell'avere gente che usufruisce di sentieri tutto l'anno (o quasi)?

I benefici, se solo si “sfruttasse” il territorio nel modo giusto, sono già sotto gli occhi di tutti, e Finale Ligure insegna. Ho sempre sostenuto che la MTB sia un viatico per il turismo, e non hai idea di che fatica ho fatto (e ancora faccio) a farlo capire alle nostre amministrazioni locali. Alcune recepiscono subito, altre no. Canadesi, americani e francesi, per citarne alcuni, lo hanno capito molti anni prima di noi: destagionalizzare il turismo montano aprendo, per esempio, i propri sentieri alle Mtb, magari realizzando dei sentieri ad hoc e tenendo gli impianti aperti anche in estate, potrebbe dare la possibilità alle “stazioni sciistiche” di poter fare del buon turismo non solo con gli escursionisti abituali della montagna.

Al workshop chi pensa che parteciperà?

Speriamo più gente possibile, e non solo mountain bikers. Questo per poter divulgare e promuovere quanto più possibile le caratteristiche del sentiero sostenibile per Mtb secondo la didattica di IMBA.
Più persone parteciperanno, più persone potranno poi andare dalle amministrazioni locali per promuovere progetti e magari realizzare sentieri per mountain bike, a beneficio di tutti noi che li frequentiamo.

Quanto è importante partecipare ad un workshop come quello organizzato da IMBA Italia (International Mountain Bicycling Association Italia) in collaborazione con la tua associazione sportiva Emissioni Zero e Valceresio Bike?

Dopo aver partecipato al corso di trail building organizzato da IMBA Italia a Porretta Terme a fine aprile e dopo aver letto il libro “Managing Mountain Biking”, credo che la partecipazione a questi workshop da parte di tutti coloro che già si dedicano al trail building o alla manutenzione dei sentieri, sia più che necessaria. Le nozioni che vengono apprese e la metodologia IMBA è qualcosa che vale la pena di “ascoltare” ed i workshop sono l’occasione giusta, in quanto costano poco e durano solo un giorno. E più sentieri per praticare la Mtb ci saranno, più persone praticheranno la Mtb a beneficio di tutti.

 

INFO:

Contatti ASD Emissioni Zero:
www.asdemissionizero.com
info@asdemissionizero.com
marco@asdemissionizero.com

I SENTIERI SOSTENIBILI PER LA MOUNTAIN BIKE
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