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Parco del Pollino, tra roccia e acqua

In primavera ripartono le attività outdoor nel Parco nazionale più esteso d'Italia: in mountain bike nei boschi lucani, in canoa tra i canyon della Calabria o a piedi tra gli 'alberi serpenti'

Cosimo Pederzoli

Parco del Pollino, tra roccia e acqua
TURISMO ATTIVO NEL PARCO DEL POLLINO

Il Parco Nazionale più grande d'Italia si prepara ad una stagione piena di attività e appuntamenti, accogliendo turisti da tutto il mondo. Parliamo del Parco Nazionale del Pollino che con i suoi 192mila ettari, tra Basilicata e Calabria, è il più esteso del Bel Paese. Un'area dalle caratteristiche uniche, che unisce torrenti, vette che superano i 2mila metri di altitudine, ghiacciai stagionali e decine di borghi che racchiudono storie e tradizioni antiche.

Per questo motivo il Pollino è meta perfetta per gli amanti del turismo attivo, di chi vuole praticare sport outdoor, ma anche per gli appassionati di storia ed enogastronomia. Davvero vaste le proposte sportive.

 

Il Parco si presta a piacevoli itinerari trekking come il percorso che porta alla scoperta delle Timpe di Pietrasasso, uno spettacolare geosito formato da rocce laviche di 130 milioni di anni fa. Un paesaggio 'marziano' raggiungibile dal rifugio Acquafredda (1070 metri) nel comune di San Costantino Albanese, piccolo centro che custodisce l'antica comunità esule albanese e dove i riti religiosi sono rimasti greco-bizantini.

Per gli escursionisti più esperti d'obbligo è la salita al Serra Dolcedorme, la cima più alta del Pollino con i suoi 2267 metri. La partenza è da Colle Impiso (1573 metri) e sul percorso ci si imbatte negli 'alberi serpenti', antichi faggi monumentali che si intrecciano con forme contorte. In cima il panorama ripaga della salita (circa 3 ore) aprendosi verso lo Ionio e il versante orientale del Massiccio.

 

In mountain bike è possibile pedalare nel Giardino degli Dei, un bosco di rarissimo pino loricato (pianta sopravvissuta all'ultima glaciazione). Il percorso attraversa il cuore del Pollino, toccando il suggestivo Piano di San Francesco e raggiungendo la sorgente Spezzavummola. Sul sentiero si potrà incrociare il 'Patriarca', un pino di 900 anni, diventato simbolo della storia e della natura del Massiccio.

Gli amanti delle due ruote possono anche godersi i boschi che uniscono Terranova del Pollino al Monte Sparviere, godendo di uno dei panorami più suggestivi.

 

Chi è in cerca di emozioni più forti, e gode di una preparazione atletica adeguata, può tentare l'arrampicata verticale delle Falesie di Orsomarso, pareti adatte al free climbing a ridosso tra il fiume Lao e il fiume Argentino sul versante sud-occidentale del Parco del Pollino. Uno degli angoli meno conosciuti dell’Appennino Meridionale.

Il fiume Lao, inoltre, permette di praticare rafting e canoa, attraverso le suggestive Gole che creano un canyon profondo 200 metri. Per scoprire, remando, la natura selvaggia del corso d'acqua più importante del Pollino si deve partire da Laino Borgo, comunità di 1900 cittadini in provincia di Cosenza.

Gli amanti di piante e fiori possono godersi la fioritura primaverile di orchidee, viole, genziane campanule. In estate sboccia il raro giglio rosso e molte piante officinali ed aromatiche. Nel Parco vengono organizzate uscite fotografiche per immortalare le varietà di timo, lavanda e menta che colorano vivacemente i prati del Pollino.

 

INFO:
http://www.parcopollino.gov.it/

TURISMO ATTIVO NEL PARCO DEL POLLINO
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