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Sibillini: sentieri da… favola!

Sull’Appennino umbro-marchigiano seguendo le orme di streghe e cavalieri. Di artisti e animali maestosi. Il Parco propone itinerari a tema, dalla natura alla storia, fino alla buona tavola

Redazione

Sibillini: sentieri da… favola!
I MONTI PIU' LEGGENDARI DEL CENTRO ITALIA

Per Guido Piovene sono i monti più leggendari del Centro Italia. I nomi lo ricordano: Pizzo del Diavolo, Gole dell’Infernaccio, Passo Cattivo, Passo delle Streghe, Ara della Regina, Lago di Pilato.

Storie che diventano luoghi e poi sentieri, per la felicità degli escursionisti. C’è sempre una favola che accompagna il trekking: dalla Regina Sibilla che dà il nome all’Appennino umbro-marchigiano fino al cavaliere errante Guerin Meschino, dalle fate ballerine che saltano al chiarore della luna alle streghe che si nascondono nella pelle delle serpi.

Monti incantati, i Sibillini. E spettacolari, sempre diversi, in un’altalena di crinali di sassi e colli arrotondati, fianchi erbosi e pareti di roccia, doline e canyon. Il viaggio non è mai banale, tra i colli aspri che imitano le Alpi, i campi vellutati dei piani di Castelluccio, i borghi appollaiati sui poggi e i boschi abitati da cervi, cinghiali e sua maestà il lupo.

Leggende, orizzonti impensabili, stradine bianche che serpeggiano per i versanti. E’ un invito a nozze per chi in vacanza ama camminare o pedalare a caccia di panorami e di emozioni. Lo hanno scoperto anche gli stranieri: HFholidays, tra i più grandi tour operator inglesi specializzato nel trekking e in attività outdoor, ha proclamato il Parco Nazionale dei Monti Sibillini la migliore destinazione europea per il turismo naturalistico.

I MONTI PIU' LEGGENDARI DEL CENTRO ITALIA
SPORT E NATURA NEL PARCO NAZIONALE

Il Parco, nato nel 1993, oltre a custodire un ambiente straordinario per fauna e flora, abbraccia quattro province (Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia) e raduna 18 comuni ricchi di storia: tre alle sorgenti del Nera (Visso, Castelsantagelo e Ussita); due in Umbria sospesi nel Medioevo (Norcia, la patria di San Benedetto e Preci); Fiastra con il suo lago e Amandola aggrappata ai colli affacciati sull’Adriatico; la città dei parchi Arquata del Tronto; la spirituale e minuscola Acquacanina scelta dai monaci benedettini; la sportiva Bolognola che con il Sassotetto metta alla prova i ciclisti; Montefortino a un tiro dalle Gole dell’Infernaccio (il canyon tra il Monte Sibilla e della Priora); Montemonaco che fa da porta al Monte Sibilla e San Ginesio da balcone sui Sibillini; Montegallo sulla strada del grano (seguita dai mietitori diretti in Umbria e Lazio); Cessapalombo con la sua rocca, i tranquilli paesini di Fiordimonte, Pievetorina e Pievebovigliana.

I vacanzieri, per orientarsi, possono contare su una rete di “case del Parco” che, come punti informativi, aiutano nella pianificazione del viaggio e forniscono ogni dritta, al pari dei Musei-centri visita per continuare il raid nella cultura, nelle tradizioni e nel territorio.

Per gli escursionisti le occasioni sono tante, con percorsi disegnati per la scoperta della montagna e il tuffo nella natura, gli itinerari facili che partono dai centri storici e sposano un tema, le attività come le ciaspole o il deltaplano, il rafting, la navigazione sul lago, le passeggiate a cavallo, i corsi di orienteering. E ancora, le tappe golose e lo shopping nelle botteghe tradizionali.

E’ un altro mondo e l’unico consiglio è quello di girarlo a ritmo lento, seguendo le stradine secondarie, con molte soste felici, tra le piazze e i vicoli, i pendii colorati e i profumi di una cucina generosa.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è ormai l’emblema della filosofia che turismo e ambiente naturale sono legati l’uno all’altro a “doppio filo”. L’unico turismo possibile qui è quello sostenibile e la vacanza attiva è a portata di mano tutto l’anno, variando sport e destinazioni.

Quasi tutti i sentieri sono numerati e tabellati. Il Grande Anello è uno degli itinerari più conosciuti, con tappe ricche di suggestioni: si cammina sui passi dei carbonai, tra eremi, cascate, camosci e aquile, lungo le vie della fede, fino al Pizzo Acuto e alla gola dell’Infernaccio, tra i boschi popolati dai cervi e sulle orme del Guerin Meschino. Sono 124 chilometri che abbracciano la catena montuosa, frazionati in 7 o 9 tappe e tutti segnalati, attrezzati con rifugi escursionistici o, in alternativa, con strutture ricettive tradizionali.

Per i meno allenati, abbondano i percorsi urbani che partono dai centri medievali e le passeggiate facili alle pendici dei monti o nella campagna.

Le guide del Parco lanciano ogni mese le attività escursionistiche, didattiche e di interpretazione ambientale. Per avere un’idea, ad aprile sono già pronti giri con asinelli e racchette da neve, una tre giorni sul grande anello da Garulla a Montegallo fino all’intera settimana di cammino sul percorso intero dei Sibillini, escursione che richiede esperienza, allenamento e attrezzatura idonea.

Da tenere presente anche le offerte del Sistema Turistico Locale "Monti Sibillini, Terre di Parchi e di Incanti” che raggruppa 32 Comuni delle Province di Ascoli Piceno e Macerata, tre Comunità Montane (Monti Azzurri, Monti Sibillini e Camerino), le Riserve Naturali Abbadia di Fiastra e della Montagna di Torricchio e una grande porzione del territorio dei Monti Sibillini.

Per scoprire invece novità e promozioni dei rifugi basta un clic sul sito sibilliniwilderness.

E poi lasciatevi stregare da questi monti: la maga Sibilla continua ad ammaliare i moderni viandanti e i cavalieri sulle due ruote.

 

INFO:

www.sibillini.net
www.sibilliniwilderness.it
www.sibilliniturismo.it
www.sibillini-mtb.it
www.youtube.com/user/ParcoMontiSibillini

SPORT E NATURA NEL PARCO NAZIONALE
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